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Fronte aperto su Piombino

Onorato contro l’AdSP di Livorno

di Redazione Port News

«Appare evidente come l’Autorità Portuale di Livorno, che tanto si è prodigata negli ultimi anni in favore di alcuni armatori, rilasciando ripetute concessioni temporanee lampo, si sia dimenticata di Piombino, fatta diventare a tavolino con la riforma portuale succursale di serie B dello scalo labronico e quindi non meritevole di attenzioni».

É l’accusa che Vincenzo Onorato, presidente del gruppo Onorato Armatori, rivolge all’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale. Lo fa a mezzo stampa, con un comunicato al vetriolo nel quale denuncia come lo scalo piombinese sia «in profonda crisi, con una disperata ricerca di posti di lavoro»

«Ad oggi – aggiunge – l’unica iniziativa reale per questa città è quella proposta dal mio gruppo che la porterebbe far diventare in breve tempo la capitale sud europea per la logistica delle auto e la porta di accesso per questo mercato nel Mediterraneo».

Il patron di Moby si riferisce al progetto di sviluppo nella logistica automotive confezionato in tandem con la tedesca Ars Altmann e presentato ad aprile scorso in Regione Toscana alla presenza del governatore Enrico Rossi.

«La nostra istanza, che è stata presentata da diversi mesi – ha contestato il presidente della Onorato Armatori – è diventata ormai un fantasma invisibile a palazzo Rosciano, confermando il non interesse dell’Autorità Portuale a generare, fra diretto e indotto, centinaia di posti di lavoro e importanti investimenti in un territorio ridotto alla fame».

«Nel pieno rispetto delle normative e delle regole – ha concluso Onorato – chiediamo a gran voce che venga data una risposta a chi è a casa in attesa di essere assunto. Noi siamo pronti a partire e a realizzare in tempi rapidissimi ciò che abbiamo promesso. Nel caso l’Autorità Portuale frapponesse pretestuosi ritardi procedurali, diventerà ancor più legittimo pensare che questa istituzione, che dovrebbe essere al servizio del lavoro e quindi dell’occupazione, sia nella realtà vassalla di ben altri particolari interessi, che dovranno essere oggetto di ulteriori indagini da parte della magistratura».

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