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Il dem Alberto Pagani scrive al Ministro

Allarme PD su monopolio a Civitavecchia

di Redazione Port News

Il bando di gara per l’affidamento in concessione, la realizzazione e gestione della Darsena Traghetti del porto di Civitavecchia? Attenzione a che non finisca nelle mani «di alcuni armatori, che vorrebbero ottenere, in esclusiva, la gestione di banchine e retrobanchine».

A lanciare l’allarme è il deputato dem Alberto Pagani, che in una interrogazione a risposta scritta presentata al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, mette in evidenza come il bando di concessione sia stato emanato su richiesta degli armatori, Grimaldi, Gnv e Tirrenia.

La nuova Darsena Traghetti sarà destinata in via esclusiva al traffico ro-ro e ha quindi un carattere strategico. Il progetto di 174 milioni di euro è finanziato dalla Legge Obiettivo e dall’Autorità di sistema portuale.

Secondo Pagani ci sarebbe un disegno volto alla integrazione verticale delle attività portuali dedicate a questo tipo di traffico, un disegno quindi pericoloso per il sistema economico-sociale, che permetterebbe «la gestione in esclusiva dell’infrastruttura di un singolo armatore».

Non solo: «la gestione porterebbe a un potenziale monopolio in favore di un singolo armatore, in contrasto con spirito e prescrizioni della legge n. 84 del 1994 e con i principi generali che regolano l’accesso alle infrastrutture di rilevanza nazionale».

Il componente della IX Commissione Permanente Trasporti della Camera dei Deputati spiega come la concessione delle banchine in esclusiva a un armatore comporti l’accentramento delle attività che l’articolo 16 e l’articolo 17 della legge n. 84 del 1994 affidano a imprese di banchina, spedizionieri, raccomandatari e agenzie marittime, con un’alterazione degli equilibri del mercato portuale.

«Ove l’Autorità di sistema portuale ritenga opportuna una gestione terminalistica dell’infrastruttura – conclude Pagani – si potrebbe ipotizzare una concessione alle imprese titolari di autorizzazione ex articolo 16, cioè ai soggetti che per definizione hanno interesse ad attrarre nel porto tutti gli armatori, garantendo ad essi il rispetto delle regole concorrenziali, apertura al mercato e sviluppo dei traffici senza affidare il porto a un armatore privato».

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