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Porti sempre più green

Pechino gioca d’anticipo sull’ambiente

di Redazione

Dal 1 gennaio 2019 tutte le navi che si troveranno a navigare nelle acque territoriali cinesi dovranno usare un combustibile green con tenore di zolfo pari allo 0,5%.

Pechino ha in questo deciso di anticipare di un anno l’entrata in vigore delle riduzioni delle emissioni che l’International Maritime Organization (IMO) ha stabilito debbano applicarsi in tutto il mondo soltanto a partire dall’inizio del 2020.

Questa scelta è parte integrante di un piano ambientale che verrà annunciato la prossima settimana. Ad anticiparne i contenuti è stato Dong Leyi, numero uno del Dipartimento di controllo ambientale della China Maritime Safety Administration, agenzia governativa sotto il diretto controllo del Ministero delle Infrastrutture che si occupa di ambiente e sicurezza.

Al momento in Cina esistono tre aree SECA (SOx Emission Control Area) nelle quali vengono applicati i limiti per le emissioni di solfati nell’atmosfera, e quindi per i contenuti di zolfo dei combustibili impiegati: il Fiume Azzurro (o Yangtze), il Fiume delle Perle e le acque del Golfo di Bohai.

In totale sono al momento soggetti a regime ambientale 34mila km di costa nonché 11 i porti. Il bunker green, che dal 2016 era già obbligatorio a Shanghai, Nantong, Ningbo-Zhoushan and Suzhou, è stato infatti esteso dal 2017 anche agli scali marittimi di Guangzhou, Huanghua, Qinhuangdao, Tangshan, Tianjin e Zhuhai.

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