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Nuovi insediamenti

Il porto di Piombino alla prova del 6

di Redazione Port News

Sei. Tante sono le imprese che ieri hanno risposto alla lettera di invito nell’ambito della procedura relativa all’assegnazione delle nuove aree portuali del porto di Piombino.

Dei 14 operatori che originariamente avevano manifestato l’interesse a insediarsi nello scalo, poco meno della metà – dunque – ha deciso di presentare uno o più progetti concreti di sviluppo delle proprie attività nei lotti messi a disposizione dall’Autorità di Sistema.

E questa è già una notizia importante: l’atto di indirizzo approvato a giugno dell’anno scorso in Comitato di Gestione, e il successivo avviso di manifestazione di interesse pubblicato nell’albo pretorio, hanno di fatto permesso all’AdSP di avere un quadro chiaro sia della situazione concessoria del porto che degli imprenditori realmente interessati a passare dalle parole ai fatti, da un interesse generico ad uno concreto.

La seconda notizia è che cinque di queste sei imprese sono da tempo radicate nel porto di Piombino, di cui conoscono – possiamo dire – ogni metro lineare di banchina o metro quadrato di piazzali.

Tra i candidati figura per esempio Sea Style Srl di Massafra, che opera già nella zona industriale di Montegemoli, dove costruisce scafi per mega yacth.

Sul tavolo c’è poi la proposta di Manta Logistic Srl (Onorato Armatori), che a Piombino punta a creare un polo logistico per i trasporti ro-ro, in alternativa a Livorno e in concorrenza con il gruppo Grimaldi.

Nella lista c’è anche Piombino Multiterminal, creata dalla Compagnia Portuali di Piombino e dalla Compagnia Portuali di Livorno, e ci sono altri due volti noti della portualità piombinese come Piombino Logistcs Spa e Liberty Magona srl, che svolgono attività legate alla siderurgia.

Unica società nuova è quella olandese di Verbrugge Terminals BV, specializzata nella logistica portuale.

Il fatto che a rispondere alla lettera di invito siano per la maggior parte imprese della zona evidenzia da un lato l’affidabilità e serietà delle proposte presentate (non ci sono, insomma, avventurieri), ma dall’altro mette in luce i limiti, sopratutto viari e logistici, di un porto che non riesce ancora a risultare appetibile a soggetti nazionali o internazionali estranei al giro locale.

L’AdSP ha offerto al territorio una visione di sviluppo incardinata su innovativo impianto procedimentale. Quello che serve ora al porto sono collegamenti stradali (l’autostrada) e ferroviari su cui far correre progetti e traffici.

Di questo ne sono tutti consapevoli, soprattutto nella sede piombinese dell’Autorità Portuale, dove tecnici e dirigenti lavorano pancia a terra per consentire alle nuove aree dello scalo di avere uno sbocco diretto sulla rete viaria nazionale. La bretella di collegamento all’altezza di Gagno servirà proprio a questo ma senza la realizzazione della 398 (in particolare del secondo lotto) sarà difficile che a Piombino arrivino aziende nuove.

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