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Il caso dei 49 migranti bloccati al largo di Malta

Porti chiusi: interviene Toninelli

di Redazione Port News

«Nessuna Autorità di sistema portuale italiana può arrogarsi prerogative che travalicano le sue funzioni amministrative. Darò mandato alle strutture del mio ministero di valutare eventuali accertamenti di natura disciplinare». Lo scrive su Facebook il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, rispondendo così a quei presidenti di Autorità Portuali che nei giorni scorsi di erano detti pronti ad accogliere la Sea Watch 3 e la Sea Eye con a bordo i 49 migranti bloccati a largo di Malta.

Aveva iniziato Pietro Spirito (presidente dell’Autorità di Sistema Napoli- Salerno), poi è stata la volta di Carla Roncallo (La Spezia-Marina di Carrara), l’ultimo in ordine di tempo ad intervenire è stato Pino Musolino (Venezia). Per i tre manager la questione è di tipo normativo: non esisterebbe infatti un decreto del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti ai sensi dell’art. 83 del Codice della Navigazione che tenga chiusi i porti per ragioni di ordine o sicurezza pubblica.

La risposta di Toninelli è stata immediata: «Non ho emanato alcun decreto di chiusura dei porti perché non serve, non essendo alcun porto italiano interessato alle operazioni e non avendo il Mrcc (Maritime rescue coordination centre) italiano coordinato i soccorsi».

«Siamo pronti a dare una lezione all’Europa accogliendo donne e bambini a bordo delle navi Sea-Watch3 e Prof Albrecht Penck, ma tutta la Ue deve farsi carico del problema, a partire da Germania e Olanda, Paesi le cui bandiere sventolano sulle due imbarcazioni», ha concluso il Ministro.

 

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