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Pubblicata la top30 stilata da Alphaliner

Porti container, chi sale, chi scende

di Redazione

I primi 30 porti container del mondo hanno chiuso il 2025 con un aumento complessivo del 5,2% dei container movimentati. Lo riferisce Alphaliner nella sua ultima analisi.

Shanghai rimane saldamente al primo posto: l’anno scorso, il porto cinese ha visto transitare dalle proprie banchine 55,062 milioni di container da venti piedi (TEU), facendo registrare un aumento del 6.9% su base annuale.

Lo scalo portuale asiatico, il primo nella storia a totalizzare più di 50 mln di TEU, occupa il primo posto da 15 anni consecutivi ed ora ha maturato rispetto al porto di Singapore, secondo in classifica, un vantaggio di oltre 10 milioni di TEU.

Dopo Singapore, che ha chiuso l’anno con 44,6 mln di TEU e un amento dell’8,6% sul 2024, si trovano i porti di Ningbo-Zhoushan e Shenzhen, che hanno movimentato rispettivamente 43,8 e 35,4 milioni di TEU, chiudendo l’anno con un incremento dell’11,6 e del 6%.

Sono cinesi anche i successivi due porti in classifica, Qingdao, Guangzhou. Il primo ha movimentato 32,8 mln di TEU, con una crescita del 6,5% sul 2024; il secondo ha visto transitare dalle proprie banchine 27,6 mln di TEU.

La classifica non offre variazioni nella parte alta, che vede il porto sud-coreano di Busan mantenere di un soffio il settimo posto, con 24,8 mln di TEU e una crescita su base annuale del 2%. Si riduce a poco più di 800mila TEU il gap che la separa dall’ottavo classificato, il porto cinese di Tianjin, che ha movimentato l’anno scorso 24,032 mln di TEU, facendo registrare un incremento del 3,2% sul 2024.

In nona e decima posizione il porto americano di Los Angeles/Long Beach (20,1 mln di TEU, +0,9%) e quello di Jebel Ali (15,5 mln di TEU, +0,1%). Mentre per trovare il primo porto europeo bisogna scendere al dodicesimo posto, posizione occupata da Rotterdam, che ha archiviato l’anno con una movimentazione complessiva di 14,2 milioni di TEU e un aumento del 3,1% su base annuale.

Rimangono nella top 30 della speciale classifica di Alphaliner Anversa, al 14esimo posto, con 13,6 mln di TEU movimentati, e Amburgo, quest’ultimo salito di una posizione rispetto al 2024, grazie ad una crescita del 7,3% dei volumi movimentati, pari a un totale di 8,3 mln di TEU.

La consultancy firm francese segnala come l’aumento dei volumi movimentati sia attribuibile alla maggiore domanda di trasporto e ai numerosi problemi di interruzione della catena logistica registratisi nel corso dell’anno. La minaccia – e la temporanea imposizione ad aprile – dei dazi statunitensi ha causato una rilevante ridistribuzione del carico, in particolare nel sud-est asiatico, mentre il perdurare della chiusura del Mar Rosso ha favorito la deviazione dei flussi di traffico verso altre direttrici e porti.

Gli snodi di transhipment (trasbordo) sono stati i principali beneficiari di questi disagi, in particolare porti come Singapore, Tanjung Pelepas e Colombo in Asia, e Tanger Med e Valencia nel Mediterraneo.

Il porto malese di Tanjung Pelepas, in 13esima posizione, è stato il vincitore assoluto dell’anno, facendo registrare una crescita del 14,5% (quasi 1,8 milioni di TEU) e scalando tre posizioni in classifica.

I volumi portuali sono ora superiori di quasi il 55% rispetto ai livelli pre-COVID, poiché il trasbordo delle merci si è spostato dal Medio Oriente/Mar Rosso verso il sud-est asiatico.

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