News

Dati statistici

Porti del Nord Europa in affanno

di Redazione

La crisi economica innescata dalla diffusione della Pandemia e la conseguente contrazione della domanda mondiale non ha risparmiato nemmeno i performanti porti del Nord Europa.

Amburgo, ad esempio, ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con una movimentazione complessiva di 6,3 milioni di TEU e un decremento del 9,9% rispetto ai valori dello stesso periodo del 2019. A trascinare verso il basso i rendimenti dello scalo tedesco sono soprattutto le performance negative registrate nei rapporti commerciali con la Cina: i volumi di scambio con Pechino sono infatti calati nel periodo dell’11,3%.

A Rotterdam, il ceo della locale Autorità Portuale, Allard Castelein, ritiene che sia ancora troppo presto per capire se il peggio sia effettivamente alle spalle. Quel che è certo è che il traffico complessivo del porto è calato dell’8,8% nei primi nove mesi dell’anno, a causa soprattutto delle prestazioni negative fatte registrate nell’import delle rinfuse liquide e solide. Tra gennaio e settembre il traffico containerizzato è calato del 5,7% a 5,5 milioni di TEU.

Il porto di Anversa ha mostrato invece una maggiore capacità di resilienza, riportando su base annuale un decremento del traffico containerizzato pari allo 0,1%, a 8,8 milioni di TEU. Merito, secondo il chief executive dello scalo, Jacques Vandermeiren, della progressiva diminuzione a partire da agosto del numero di blank sailing e della riorganizzazione di molte compagnie di navigazione, che hanno aggiunto corse extra al di fuori di quelle schedulate per compensare gli effetti del primo lockdown.

Torna su