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Prende corpo il Dl Semplificazioni

di Redazione

Dal nuovo limite di spesa per beni e servizi alle semplificazioni in materia ambientale e pianificatoria. Prende corpo il dl Semplificazioni che, come emerge dall’ultima bozza circolata in questi giorni, consta di tre titoli e 48 articoli.

L’art. 36 bis contiene misure finalizzate ad accrescere la funzionalità delle Autorità di sistema portuale e ad accelerare la realizzazione degli interventi infrastrutturali.

Nuovo limite alle spese per beni e servizi
Con il comma 1 il legislatore interviene a correggere il famigerato comma 591 dell’art.1 dell’ultima Finanziaria (legge 27 dicembre 2019, n.160), che stabiliva nel 2020 per le Autorità Portuali un limite di spesa per beni e servizi inferiore a quello della media del triennio 2016-2018. Il nuovo limite viene ora rideterminato con riferimento ai soli esercizi finanziari 2018 e 2019. Inoltre, il tetto di cui al comma 591 non si applica alla spese per l’effettuazione dell’attività di manutenzione ordinaria e straordinaria delle parti comuni nell’ambito portuale, ivi compresa quella per il mantenimento dei fondali, nonché alle spese necessarie per garantire la sicurezza delle medesime e per l’attività di prevenzione, contenimento e contrasto della diffusione del virus COVID-19.

Piani Regolatori Portuali: più chiarezza sui vincoli preordinati all’esproprio
Al comma 2 vengono impartite alcune modifiche all’articolo 5 della legge 28 gennaio 1994, n. 84. Tra le più sostanziali quelle relative alle attività pianificatorie attribuite alle AdSP. Si prevede infatti che in sede di approvazione dei Piani Regolatori Portuali siano ora indicati i beni sottoposti al vincolo preordinato all’esproprio. Al contempo, si prevede che, se la realizzazione di un’opera pubblica o di pubblica utilità non è prevista dal PRP, il vincolo preordinato all’esproprio può essere disposto dall’Autorità di Sistema portuale, mediante una conferenza di servizi.

Adeguamenti Tecnico-Funazionali: procedure più semplici
Il punto 4 del comma 2 accelera invece i procedimenti relativi all’adozione degli adeguamenti tecnico-funazionali del PRP, stabilendo che essi siano adottati dal Comitato di Gestione. Il Comune interessato deve rilasciare una dichiarazione di non contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti ma soltanto laddove le aree di interesse siano destinate a funzioni di interazione porto-città.

Inoltre, viene precisato che, decorso il termine di quarantacinque giorni dalla ricezione della proposta di adeguamento, il parere del Consiglio Superiore dei lavori pubblici si reputa positivamente reso. Al contempo, viene eliminato l’obbligo di adozione da parte della Regione dell’atto di approvazione dell’adeguamento tecnico funzionale, positivamente verificato dal Consiglio Superiore dei lavori pubblici.

Nomina dei presidenti: niente parere preventivo delle commissioni parlamentari
Interessante, poi, la disposizione contenuta alla lettera b del comma 2. Il legislatore interviene sull’articolo 8 della legge 84, eliminando il preventivo parere delle commissioni parlamentari ai fini della nomina del presidente e prevedendone la mera comunicazione.

Dragaggi e SIN
Il comma 3 stabilisce un nuovo termine massimo di deposito temporaneo dei materiali derivanti dalle attività di dragaggio nonché dalle operazioni di bonifica, che è elevato da 30 a 46 mesi, mentre il comma 4 attribuisce alle Autorità di Sistema una legittimazione concorrenza con quella delle Regioni nella richiesta al Ministero delle riperimetrazioni delle porzioni di SIN che ricadono nei porti di loro competenza.

Uirnet
Il comma 5 mette ordine nei provvedimenti che nel corso degli anni hanno interessato Uirnet, soggetto attuatore unico per conto del MIT nella realizzazione e nella gestione della Piattaforma Logistica Nazionale Digitale. Come si legge nella relazione illustrative, la finalità è quella di “consentire di stipulare una nuova convenzione sostituiva della precedente”.

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