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Le nuove rotte del liquid bulk

Product tanker: rate di nolo alle stelle

di Redazione Port News

La contrazione della domanda di prodotti petroliferi raffinati, generata dalla diffusione delle misure di lockdown attivate in vari Paesi per arginare la diffusione del Coronavirus, sta producendo nel settore le stesse dinamiche che sino ad oggi si sono verificate nel mercato crude.

Con il prezzo del barile ai minimi livelli storici, e la curva dei futures in chiara situazione di contango, i trader stanno cioè iniziando a noleggiare navi product tanker per stoccare jet fuel, diesel e gasolio e poi rivenderli a prezzi più alti di qui a 1/6 mesi.

Si tratta di una congiuntura perfetta per gli armatori che in questo modo stanno arrivando a guadagnare anche più di 150 mila dollari al giorno per il nolo di tanker Long Range 2.

Sempre più navi vengono insomma sottratte al mercato per le attività di semplice deposito. La minore disponibilità di tonnellaggio viaggiante sta spingendo verso l’alto i noli marittimi.  Le rate giornaliere delle navi LR2 impiegate sulle principali rotte sono raddoppiate in due giorni, mentre per le Medium Range usate nel trade transatlantico, le rate sono salite del 186% in una settimana, attestandosi attorno agli 88 mila dollari al giorno

L’uso delle navi come serbatoi galleggianti è un comune mezzo per assorbire temporaneamente eccessi di produzione dei carburanti, i cui prezzi sono scesi ora a livelli bassissimi.

La domanda di jet fuel si è contratta di un decimo rispetto ai livelli normali di consumo (5 milioni di barili al giorno).  I trader comprano quindi oggi carburante aereo a basso costo e lo stoccano con l’obiettivo di rivenderlo tra sei mesi nel mercato future a prezzi molto più alti (con profitti che secondo Argus Media possono superare i 10,5 milioni di dollari).

Anche lo stoccaggio di gasolio su una tanker LR2 può arrivare a generare in sei mesi profitti pari a 5,4 milioni di dollari. Lo spread tra il prezzo spot attuale e quello future si attesta attorno ai 15 dollari per barile.

Il risultato è che l’aumento della domanda di navi per lo stoccaggio offshore sta contribuendo a tenere alti i noli. Intanto, a causa delle crescente difficoltà di trovare depositi a terra disponibili, nei porti si rischia la congestione: scaricare i prodotti raffinati dalle navi in tempi ragionevole sta diventando sempre più difficile.

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