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Le associazioni scrivono al governatore Newsom

Qualcuno salvi i porti californiani

di Redazione Port News

Cinquanta associazioni di categoria nazionali e locali hanno preso carta e penna e hanno scritto al Governatore dello Stato della California, Gavin Newsom, chiedendo che vengano prese delle contromisure urgenti per frenare e, possibilmente invertire, il trend di declino che da più di un decennio sembra aver colpito i porti californiani.

Gli stakeholder citano a titolo di esempio un report preparato dalla Pacific Merchant Association (PMSA), in cui si certifica come dal 2006 a oggi i porti della west coast abbiano perduto costantemente quote di mercato a vantaggio degli scali portuali statunitensi dell’altra sponda. In 14 anni è andato perduto il 19,6% del market share, si tratta di 5,6 milioni di container in meno transitati da porti come Los Angeles, Oakland, Long Beach, etc.

Il gruppo chiede in particolare di riesaminare i regolamenti statali e regionali che stanno creando forti disincentivi all’utilizzo dei porti californiani e di conciliare le normative statali che incoraggiano continui miglioramenti sul piano ambientale e dell’efficienza con la necessità di riadattare i lavoratori portuali ad un contesto lavorativo in fase di cambiamento.

«Abbiamo chiesto al Governatore di considerare il ruolo strategico che gli scali portuali hanno nell’economia locale: occorre invertire il declino nel marker share per evitare che vengano messi a rischio posti di lavoro ed entrate» si legge nella lettera spedita il 13 luglio scorso.

Per le associazioni, il fatto che si stiano perdendo progressive quote di mercato significa soltanto una cosa: «che gli investimenti infrastrutturali vengono fatti in altri Stati, non in California. Il risultato si traduce in più posti di lavoro e maggiori entrate altrove, in minori posti di lavoro e minori entrate qui».

 

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