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La protesta contro il Jobs Act

Sciopero generale a Genova

di Redazione Port News

Il porto di Genova si fermerà per 24 ore il prossimo 31 ottobre. La decisione presa dalle sigle sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uil Trasporti prende le mosse da una vertenza nata a seguito del licenziamento da parte di GNV di un lavoratore in applicazione del Jobs Act.

Ad opporsi al comportamento giudicato scorretto di Grandi Navi Veloci erano statei inizialmente  i Lavoratori per l’Unità Porto (LUP) e il Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali (CALP), le sigle che raccolgono lavoratori dello scalo di diversa o nessuna appartenenza sindacale.

Alla protesta si sono poi unite le tre sigle sindacali e le rappresentanze sindacali aziendali e quelle unitarie di tutte le imprese operanti in porto.

Lo sciopero generale indetto ieri alza quindi la posta in gioco: «Abbiamo deciso di estendere la protesta in tutto il porto per continuare la lotta sindacale contro il precariato, i contratti di lavoro atipici nel settore e l’attuale applicazione delle normative sul lavoro che le scriventi contrastano sin dai tempi della sua entrata in vigore e contrasteranno in futuro», hanno fatto sapere in una nota stampa le tre sigle sindacali.

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