News

All'Assemblea pubblica dell'Associazione

Scissione all’interno di Assiterminal

di Redazione

Assiterminal registra una scissione al suo interno. Diversi terminalisti, partecipati o controllati dalla compagnia armatoriale MSC, sono infatti usciti dall’Associazione Italiana Terminalisti Italiani per aderire a Uniport-Fise. Tra queste ci sono GNV, Medcenter di Gioia Tauro, Terminal Messina, Lorenzini di Livorno, Stazione Marittima di Genova, TMT di Trieste (nella foto) e Terminal Intermodale di Venezia.

Ad ufficializzare l’addio, durante l’assemblea pubblica dell’Associazione, è stato Luca Becce, riconfermato oggi al vertice di Assiterminal. ““In termini di associati il numero è persino cresciuto e restiamo la sigla più rappresentativa del terminalismo portuale aggregando oltre il 70% delle imprese” ha dichiarato Becce, ricordando come siano entrate 13 imprese a fronte delle nove uscite.

Il numero uno di Assiterminal sottolinea “l’ontologica differenza” che “ci distanzia da chi se ne andato”. Rimarca come chi abbia deciso di trasmigrare in Uniport consideri l’attività come un servizio ancillare all’armamento. Ciònonostante, Becce lascia comunque la porta aperta ai transfughi, e propone di creare una Federazione che sappia unire le forze su tematiche sensibili come le concessioni e il lavoro portuali.

Dal punto di vista programmatico, l’impegno prioritario nell’agenda di Assiterminal rimane quello di spingere verso una politica di sistema della portualità, che era alla base della riforma Delrio ma è rimasta lettera morta. Del pari, Becce considera stucchevole la discussione sulla natura giuridica delle Autorità di Sistema Portuali “che maschera la velleità di trasformarle in espressioni territoriali, magari ammantandole della sigla Spa”; mentre considera pretestuosa l’asserzione che i porti italiani scontino una ‘carenza di banchina’ “quando ciò che dovrebbe preoccupare il decisore pubblico è la drammatica situazione dei collegamenti dei porti. Un esempio è la diga di Genova è un’opera da farsi, ma oggi è del tutto sottovalutato, da un punto di vista dell’esigenza di infrastrutturazione ferroviaria, l’impatto che i traffici previsti avrà sulla congestione di Sampierdarena e della città”.