Il trasporto marittimo container si prepara a vivere una delle più profonde trasformazioni degli ultimi decenni. Secondo i dati elaborati da Maritime Analytica su base Alphaliner, tra il 2020 e il 2026 le principali compagnie di navigazione hanno avviato un’imponente espansione delle flotte, ridisegnando in modo strutturale gli equilibri del settore.
Il cambiamento non riguarda soltanto le dimensioni delle flotte, ma anche le strategie industriali, la distribuzione del potere tra gli operatori e le prospettive economiche del comparto nel medio periodo.
Nel 2020, la leadership mondiale era saldamente nelle mani di Maersk, con una capacità di circa 4,19 milioni di TEU, seguita da MSC con 3,83 milioni. A distanza si collocavano COSCO, CMA CGM e Hapag-Lloyd, che completavano il gruppo dei primi cinque operatori globali.
In quella fase, il mercato era fortemente influenzato dagli effetti della pandemia, con domanda elevata, congestioni portuali e noli su livelli eccezionalmente alti.
Sei anni dopo, lo scenario appare profondamente cambiato. L’ondata di nuovi ordini di navi, unita alle acquisizioni sul mercato dell’usato, ha modificato in modo significativo la classifica mondiale e la distribuzione della capacità. La fase espansiva, avviata nel pieno del boom dei traffici, sta ora entrando in una fase più matura, in cui il rischio di eccesso di offerta diventa sempre più concreto.
MSC
La vera protagonista della nuova fase è MSC (Mediterranean Shipping Company), che secondo le proiezioni raggiungerà nel 2026 una capacità di circa 7,10 milioni di TEU, quasi il doppio rispetto al 2020.
Una crescita senza precedenti che consente al gruppo italo-svizzero di conquistare stabilmente la prima posizione mondiale, superando Maersk e rafforzando la propria presenza su tutte le principali rotte globali.
L’espansione di MSC è il risultato di una combinazione di nuovi ordini, acquisti di navi esistenti e di una strategia chiaramente orientata alla conquista di quote di mercato. Questo approccio ha permesso alla compagnia di rafforzare il proprio ruolo nei traffici Est-Ovest e Nord-Sud, consolidando una posizione dominante destinata a influenzare gli equilibri competitivi del settore.
Maersk e CMA CGM
Maersk, pur aumentando la propria capacità fino a circa 4,60 milioni di TEU, perde la leadership globale. La compagnia danese sembra puntare sempre più su una strategia integrata di logistica end-to-end, privilegiando valore aggiunto, digitalizzazione e servizi a terra rispetto alla sola crescita della flotta. L’obiettivo è trasformarsi da semplice vettore marittimo a operatore logistico globale.
Al contrario, CMA CGM emerge come uno degli operatori più dinamici, con una capacità prevista intorno ai 4,10 milioni di TEU, che le consente di superare COSCO e consolidarsi nel gruppo di testa. Il gruppo francese combina investimenti in nuove navi e rafforzamento della presenza nei principali hub logistici.
COSCO e Hapag-Lloyd
Il gruppo cinese COSCO continua ad espandersi, raggiungendo circa 3,60 milioni di TEU, mantenendo una forte presenza globale ma con un ritmo inferiore rispetto ai principali competitor. Hapag-Lloyd, con una capacità prevista di circa 2,40 milioni di TEU, conferma una strategia più prudente e orientata alla stabilità, puntando su efficienza operativa e solidità finanziaria.
Rischio eccesso di capacità
L’ondata di nuove costruzioni solleva interrogativi sul possibile eccesso di offerta di stiva. Dopo i picchi di domanda del periodo pandemico, il mercato mostra segnali di normalizzazione, con una crescita più moderata dei volumi e una progressiva pressione sui noli. L’ingresso di numerose nuove navi potrebbe ridurre la redditività del settore e intensificare la competizione.
In questo contesto, la nuova geografia del trasporto container non è solo una questione di classifica, ma riflette strategie industriali profondamente diverse: da un lato chi punta sulla scala e sulla quota di mercato, dall’altro chi privilegia integrazione, servizi e resilienza.
Il periodo citato segna quindi una trasformazione strutturale destinata a influenzare il settore per gli anni a venire, in un contesto competitivo sempre più selettivo.