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Escalation nel Corno d'Africa

Sicurezza marittima ai minimi storici

di Redazione

I riflettori tornano ad accendersi sulla pirateria somala a seguito di un’improvvisa escalation: quattro assalti in soli quattro giorni, tra cui due dirottamenti riusciti. Questa ondata di violenza ha costretto le autorità a innalzare i livelli di sicurezza, invitando i mercantili in transito a mantenere uno stato di massima allerta.

Secondo l’agenzia britannica UKMTO, l’ultimo episodio ha coinvolto una nave cargo a sei miglia da Garacad, sequestrata da un commando e trascinata verso la costa somala. Si tratta del secondo colpo messo a segno in meno di una settimana. Solo pochi giorni prima, il 21 aprile, la petroliera Honour 25 (bandiera di Palau) era stata abbordata da sei uomini armati che ne hanno preso il controllo insieme ai 17 membri dell’equipaggio e al carico di 18.500 barili di petrolio. La scia di attacchi comprende anche il sequestro di un peschereccio locale vicino a Xaafuun e un fallito tentativo di abbordaggio al largo di Eyl.

Data la gravità della situazione, il Joint Maritime Information Center ha classificato la minaccia come “sostanziale”, avvertendo che nuovi attacchi sono estremamente probabili.

Questo ritorno della pirateria cade peraltro in una fase critica per la stabilità dell’area: con lo Stretto di Hormuz paralizzato dalle tensioni tra Iran e l’asse USA-Israele — che tengono bloccate circa 1.000 navi nel Golfo — e il timore di nuove offensive Houthi nel Mar Rosso, la sicurezza dei corridoi marittimi è ai minimi storici.

L’escalation sorprende per la sua velocità: solo tre settimane fa l’International Maritime Bureau (IMB) celebrava il trimestre meno violento dal 1991, con soli 16 incidenti complessivi, 29 in meno rispetto all’anno precedente.

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Il Piracy Reporting Center (RPC) di IMB ha riferito di 14 navi abbordate, di un tentativo di attacco e di una nave sequestrata.

Nel periodo preso in esame sono stati segnalati soltanto due episodi di rapimento a danno di altrettanti marittimi. Le navi sono state abbordate nel 94% degli incidenti segnalati.

Lo Stretto di Singapore  continua a essere una delle aree più pericolose: il 50% di tutti gli incidenti segnalati registrati nel periodo sono avvenuti in questa zona. Cio non ostante, il numero degli incidenti nella Regione si è ridotto di oltre 2/3 rispetto all’anno precedente.

Prima dell’escalation di aprile, nelle acque somale erano stati riportati soltanto due incidenti tra gennaio e marzo, di cui un tentativo di attacco e un dirottamento.

“Non possiamo non notare come gli incidenti riportati siano oggi ai minimi storici – ha dichiarato il direttore di IMB, Michael Howlett – ciò evidenzia come il continuo aggiornamento dei dati e la cooperazione internazionale possano contribuire a contrastare con efficacia la pirateria nel mondo”.

Howlett ha rimarcato però come sia fondamentale mantenere sempre l’attenzione alta, a supporto dei marittimi e delle compagnie di navigazione.