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La richiesta di Assarmatori

Stato di calamità naturale

di Redazione

Dichiarare lo Stato di calamità naturale per il settore dei trasporti marittimi, è la richiesta che l’Associazione degli armatori rivolge al Governo e alle Istituzioni.

«Anche in questo comparto, al pari di quello aereo – scrive Assarmatori – l’epidemia da Covid-19 deve essere riconosciuta come calamità maturale ed evento eccezionale, ai sensi dell’articolo 107, comma 2, lettera b, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea».

Per Assarmatori è necessario che vengano estese anche al comparto marittimo le misure di supporto alla liquidità previste dall’art. 57 del DPCM 17 marzo 2020: «occorre vigilare affinché gli istituti di credito adottino – con altrettanta urgenza – le procedure volte all’effettiva erogazione degli strumenti finanziari ivi contemplati e necessari a supportare la continuità operativa delle medesime, prevedendo le opportune moratorie relativamente ai rapporti finanziari in essere affinché il ricorso alle nuove necessitate linee di credito non determinino inadempienza degli impegni contrattuali assunti in precedenza».

«Non c’è tempo da perdere – dice il n.1 dell’Associazione, Stefano Messina – senza interventi compensativi in tempi brevi, è a rischio la sopravvivenza stessa delle aziende di navigazione italiane operanti sul cabotaggio, le Autostrade del mare, e nei collegamenti con le isole».

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