A gennaio sono state 532 le portacontainer impiegate nel trade Asia – Nord America, per un totale di 5,2 milioni di TEU di capacità e una riduzione del 3,2% su base annua.
Lo certifica Alphaliner nel suo ultimo report.
COSCO, ONE e Evergreen sono risultate essere le compagnie più proattive. Appartiene a loro la maggioranza delle navi schierate lungo queste rotte.
Quarto posto per CMA CGM. A gennaio la capacità dispiegata dal vettore francese in questo trade è diminuita di ben 15 punti percentuali rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Ma Alphaliner scommette sulla sua ripresa, dal momento che il gap che la separa da Evergreen è assai marginale.
Maersk si colloca in sesta posizione, subito dopo MSC. Il vettore danese è tra quelli che ha fatto registrare il maggior calo in termini di capacità impiegata nel trade. La riduzione del 24,3% è però ascrivibile alla chiusura del servizio TPX tra il Far East, Tacoma e l’Alaska, decisa a febbraio del 2024 a seguito della riorganizzazione dei network stabilita con la nascita della nuova alleanza Gemini.
La collaborazione con Maersk in quest’ultima partnership ha invece permesso ad Hapag Lloyd di rafforzare sensibilmente la propria presenza nel trade, con una capacità che nell’arco di un anno è crescita del 24%. Il big carrier tedesco si è di fatto ritagliato il ruolo di tonnage provider nell’ambito dei servizi di collegamento tra il Far East e la costa orientale degli Stati Uniti, con un impiego complessivo di 27 unità con capacità compresa tra gli 8750 e i 13900 TEU.
Complessivamente i primi otto carrier controllano il 73,7% della capacità complessivamente impiegata in questo trade.