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Ambiente e shipping

UE, giro di vite sulle emissioni di Co2

di Redazione

La C02 prodotta dallo shipping potrebbe presto essere inclusa nel mercato europeo dell’Anidride Carbonica, il meccanismo nato nel 2005 che stabilisce un limite massimo alla produzione di Co2, definendo la possibilità di uno scambio delle quote tra le imprese incluse nella lista.

Va infatti in questa direzione il voto favorevole espresso oggi dalla Commissione Europea dell’Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare.  Con 62 voti favorevoli, 3 contrari e 13 astensioni, l‘Environmental Committee ha approvato un pacchetto di riforme alla procedura sul monitoraggio, comunicazione e verifica delle emissioni (l’EU MARV Regulation), stabilendo che il trasporto marittimo diventi parte integrante dell’European Trading System (EU ETS).

Che cosa cambia? In parole povere, anche gli armatori dovranno rispettare il tetto delle emissioni, che si abbasserà di anno in anno. Per il periodo 2012-2020 la riduzione annua del limite di emissioni è stata fissata dagli stati membri all’1,74 per cento, in linea con la dinamica globale prevista.

Entro questo limite, le compagnie ottengono o acquistano un numero di quote che alla fine dell’anno dovranno restituire in tutto o in parte, per la quantità necessaria a coprire le proprie emissioni. Le quote in eccesso potranno essere usate come scorta per il futuro, oppure essere rivendute sul mercato.

Il Parlamento Europeo voterà il pacchetto di riforme a settembre. Dopodiché si avvieranno i negoziati con gli Stati membri per arrivare alla legislazione finale in materia. Se questa proposta passasse, nell’ETS verrebbero incluse anche le navi dalle 5 mila tonnellate di stazza in su.

Ad oggi le compagnie di navigazione sono rimaste escluse da impegni specifici per l’abbattimento delle emissioni nocive. Il voto della commissione rappresenta dunque un punto di svolta nella lotta all’inquinamento ambientale.

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