Dopo mesi di stallo e di risultati finanziari incerti, i carrier globali tornano a respirare e archiviano il primo trimestre dell’anno con una inversione di rotta. Colossi come COSCO e ONE hanno registrato un incremento del margine EBIT di circa il 4% rispetto al quarto trimestre dell’anno scorso.
Lo rivela Linerlyitica, sottolineando come la ripresa sia stata sostenuta dalla tenuta dei noli, che sono rimasti relativamente stabili, e dalla capacità dei vettori di riuscire a scaricare sul mercato i sovraccosti del prezzo del carburante, che è andato impennandosi a partire da marzo.
Anche i noli charter si sono rafforzati, con una domanda di navi che resta solida. Le tensioni nel Golfo Persico non hanno di fatto arrestato la fame di nuovo tonnellaggio. COSCO ha appena blindato l’ordine per 12 nuove navi, che si aggiungono alle 16 unità recentemente acquisite in leasing a lungo termine da Costamare. Una strategia di espansione aggressiva che non è isolata: l’intero settore sta alimentando un portafoglio ordini senza precedenti, che ha ormai raggiunto la cifra monstre di 13 milioni di TEU. Un dato che porta il rapporto tra le nuove costruzioni e la flotta attualmente in mare al 38,3%, la quota più alta mai registrata nel dopo-crisi del 2008.
La fame di nuova stiva sembra insaziabile: solo nei primi quattro mesi del 2026, gli ordini hanno già superato quota 1,9 milioni di TEU. Se il ritmo dovesse mantenersi costante, il mercato potrebbe polverizzare il record storico stabilito appena lo scorso anno, quando nel corso di tutto il 2025 erano stati contrattati 5,1 milioni di TEU.
Secondo Linerlytica, il punto di rottura è fissato per il 2028. Ad oggi, gli ordini già confermati per quell’anno ammontano a 5,2 milioni di TEU, con pochissimi slot di costruzione ancora disponibili nei cantieri. Una volta esauriti gli ultimi spazi, le consegne totali per il solo 2028 dovrebbero sfondare il tetto dei 5,5 milioni di TEU, ponendo una seria sfida alla tenuta dei noli e agli equilibri della logistica mondiale.