Le prestazioni globali di puntualità nel trasporto marittimo di container hanno registrato una battuta d’arresto a giugno, interrompendo una striscia di tre incrementi mensili consecutivi che a maggio aveva portato l’indice al 39%, il valore più vicino al tetto del 40% da dicembre 2023.
A certificarlo è Xeneta nella sua ultima analisi. Secondo gli ultimi dati di mercato, il ritardo medio, che a maggio era sceso a 3,4 giorni raggiungendo il minimo da luglio 2025, è risalito a 3,6 giorni nel mese di giugno, mentre gli arrivi in orario hanno perso due punti percentuali, attestandosi al 37%. Sebbene la ripresa globale rimanga concreta, questa inversione di tendenza dimostra che il momento di slancio si è momentaneamente arenato.
La consultancy firm danese evidenzia come i caricatori restino nel frattempo esposti a una forte volatilità delle tariffe, fortemente influenzate da una rigida gestione dei volumi da parte delle compagnie di navigazione. Tuttavia, le cancellazioni dei viaggi mostrano segnali di allentamento in vista del secondo trimestre: a giugno sono scese al 9% della capacità TEU pianificata (pari a 890mila TEU), segnando per la prima volta nell’anno un dato inferiore rispetto allo stesso mese del 2025, quando l’indice viaggiava al 12%.
D’altra parte il Senior Manager di Drewry, Simon Heaney, prospetta per il breve-medio periodo una maggiore stabilità operativa, tanto da aver deciso di ritoccare al rialzo l’outlook sul bilanciamento globale del trasporto marittimo di container. L’indice domanda-offerta della società di consulenza — dove quota 100 rappresenta il perfetto equilibrio e i valori inferiori indicano un eccesso di stive (overcapacity) — dovrebbe attestarsi su una media di 88,1 nel 2026. Un netto passo avanti rispetto all’86,5 stimato nel report dello scorso marzo.

A sostenere questa revisione sono principalmente due fattori. Da un lato, il modesto miglioramento sul fronte della domanda, con la movimentazione globale dei container (throughput) data in crescita del 3% per l’anno in corso. Dall’altro, un crescente pessimismo sulla efficienza portuale: gli analisti prevedono infatti che le inefficienze operative dureranno più a lungo del previsto. Fattori, questi, che da soli bastano a compensare il progressivo rientro in flotta della capacità latente legata al graduale ritorno delle navi sulla rotta del Canale di Suez.
Il trend trova conferma anche nell’ultimo report di Container Trade Statistics, che sottolinea come le pesanti turbolenze geopolitiche legate alla crisi del Golfo non abbiano frenato la corsa dello shipping. A maggio i volumi globali hanno toccato quota 17,35 milioni di TEU, consolidando un trend eccezionalmente positivo per il settore. Storicamente, il quinto mese dell’anno coincide con l’avvio del rifornimento degli stock estivi da parte della grande distribuzione, registrando una fisiologica accelerazione rispetto ad aprile. Quest’anno la crescita congiunturale è stata del 6,2%. Un dato leggermente inferiore al +6,7% registrato nel maggio 2025, ma che fissa la crescita complessiva da inizio anno a un solido +5%.
A un’analisi più dettagliata, l’effetto calendario influisce sulla percezione del dato: trattandosi di un mese di 31 giorni, il carico medio giornaliero di maggio è stato superiore solo dell’1,7% rispetto ad aprile. Questo fattore temporale non cancella il verdetto principale: i volumi complessivi si mantengono su livelli record.
Con la chiusura della prima metà del 2026 ormai alle porte, gli occhi degli analisti e dei mercati sono puntati sull’evoluzione dei costi di trasporto. Il grande interrogativo per i prossimi mesi riguarda la tenuta delle tariffe.
Sempre Drewry fa osservare come gli stessi elementi che puntellano i fondamentali di mercato nel breve termine rischino di gettare le basi per una tempesta perfetta nel lungo periodo. “Non appena il transito a Suez tornerà alla normalità, consentendo alle compagnie di navigazione di riutilizzare rotte più brevi, l’offerta effettiva di stive subirà una brusca impennata” afferma Heaney. Se a questo si aggiunge l’espansione dell’8,1% della flotta globale di portacontainer già pianificata per il 2027, appare evidente come l’equilibrio del mercato sarà sottoposto a una fortissima pressione al ribasso.
Tornando al tema della puntualità, l’analisi geopolitica e geografica del secondo trimestre pubblicata da Xeneta mostra un quadro a due velocità. La costa orientale del Sud America guida la ripresa con il 54% di schedule reliability, mettendo a segno un balzo di ben 17 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e posizionandosi come la rotta più dinamica.
Ottime performance anche per la costa occidentale del Sud America (48%) e per la rotta Estremo Oriente–Europa, che ha registrato un incremento di 14 punti percentuali salendo al 39%.
Progressi più contenuti, pari a 7 punti percentuali, si sono registrati sui collegamenti transatlantici e transpacifici verso il Nord America.
Lo scenario opposto si è verificato in Medio Oriente, dove gli arrivi puntuali sono crollati proprio mentre il resto del mondo migliorava, chiudendo il trimestre ad appena il 25%. Sempre sul fronte transpacifico si segnalano forti cambiamenti strutturali, con i viaggi dalla Cina alla costa occidentale degli Stati Uniti che stanno anticipando di quasi 4 giorni i tempi di transito ufficiali, sollevando interrogativi su quali rotte stiano beneficiando di reali efficienze e quali stiano semplicemente gonfiando i margini di sicurezza negli orari.
Sul fronte delle grandi alleanze marittime, Gemini Cooperation si conferma leader del mercato con una media del 69% di puntualità nel secondo trimestre e appena 1,1 giorni di ritardo medio.
La sorpresa più grande arriva però da Ocean Alliance, protagonista di una netta inversione di tendenza che l’ha portata al 43% grazie a un balzo di 15 punti percentuali. Gli analisti sottolineano come la rigida disciplina sui blank sailing rappresenti un fattore strutturale decisivo: il rifiuto di Gemini di cancellare i propri viaggi garantisce una forte costanza operativa, anche se rende i suoi progressi mensili meno spettacolari rispetto ai concorrenti.
Nel comparto dei singoli vettori si registra un profondo divario competitivo che sfiora i 43 punti percentuali. Maersk e Hapag-Lloyd guidano la classifica rispettivamente al 58% e 57% di media trimestrale, staccando di oltre dieci punti la terza classificata CMA CGM (46%).

I partner di Gemini hanno mostrato una forte tenuta a giugno insieme a ONE, Wan Hai Lines e HMM, mentre il resto del mercato ha subito pesanti flessioni. Tra le eccezioni del mese spiccano ZIM e MSC, entrambe in controtendenza con un progresso di due punti percentuali.
Su base trimestrale, i recuperi più consistenti portano la firma di Maersk e HMM (entrambe a +10 punti percentuali), mentre Wan Hai Lines è stata l’unica compagnia a peggiorare rispetto al primo trimestre, scivolando al 15%. I dati confermano che l’affidabilità complessiva si decide a livello di singolo servizio navale, spingendo gli operatori a contrattare sulla base delle evidenze storiche piuttosto che sulla reputazione del brand.
Infine, la mappa della congestione globale, misurata sui tempi effettivi di attesa delle navi anziché sul numero di imbarcazioni in coda, vede i principali nodi critici concentrati in Africa (3,1 giorni), nel subcontinente indiano (2,6 giorni) e nel Sud-est asiatico (2,3 giorni).
