News

Effetto Covid-19

Wallenius Wilhelmsen in acque agitate

di Redazione

Il Coronavirus e le relative misure di lockdown attivate dai Paesi del globo per arginarne la diffusione ha impattato in maniera pesante sulla produzione dei beni considerati non essenziali, come le auto, provocando la stagnazione della relativa domanda di trasporto marittimo e erodendo i margini di molte compagnie attive nel settore.

Come è capitato a WALLENIUS Wilhelmsen, che ha chiuso il trimestre con una perdita netta di 285 milioni di dollari. Le entrate dell’operatore norvegese, che a marzo ha deciso di ridurre la propria flotta di 14 unità, si sono ridotte del 18% su base annuale, a 834 milioni di dollari, mentre l’EBITDA ha raggiunto 130 milioni di dollari, in calo del 40% rispetto a quanto registrato nello stesso periodo del 2019.

I volumi movimentati dalla compagnia sono calati su tutte le principali rotte, compresa quella che collega l’Asia all’Europa, dove è stato registrato nel primo trimestre un calo del 20% in direzione eastbound e del 9% in direzione westbound.

Il gruppo si aspetta che il secondo trimestre del 2020 i volumi oceanici calino in media del 50%.

«Abbiamo intrapreso una serie di azioni mirate per affrontare il problema dell’eccesso di stiva e preservare la liquidità – ha detto il presidente e Ceo di Wallenius Wilhelmsen, Craig Jasienski – la situazione di cassa è molto solida e ci aiuterà a superare questo periodo congiunturale difficile».

Torna su