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Analisi di Sea Intelligence

ZIM-Hapag Lloyd, nuove sfide per Gemini

di Redazione

L’acquisizione di ZIM Integrated Shipping Services da parte di Hapag-Lloyd rafforza la presenza transpacifica dell’alleanza Gemini, facendo da catalizzatore per una competizione ancora più agguerrita lungo le rotte che collegano il Far East con la costa orientale degli Stati Uniti.

Sono le conclusioni cui perviene Sea Intelligence in un’analisi condotta sulle nuove coppie di porti che Gemini si appresta ad assorbire grazie all’operazione di acquisizione delle rotte e delle navi di ZIM.

Attualmente, la partnership tra Maersk e Hapag lloyd opera su 32 coppie Regione- Regione sulla rotta transpacifica, che rappresentano 70 combinazioni uniche di coppie di porti.

Con l’integrazione del vettore israeliano, salirebbero a 41 le coppie Regione-Regione e a 84 le combinazioni di coppie di porti. Si tratta di un aumento del 28% delle combinazioni di regioni origine-destinazione disponibili per l’alleanza.

“Fondamentalmente, questa espansione non è semplicemente una sovrapposizione ridondante” afferma Sea Int. “L’acquisizione garantisce a Gemini l’accesso diretto esclusivo alla regione di destinazione del New England (Boston), che è interamente assente dall’attuale rete Gemini. Inoltre, aggiunge una solida connettività diretta verso i principali gateway del Sud Atlantico, come Charleston e Savannah, da parte di cinque importanti origini asiatiche, tra cui il Vietnam del Nord e del Sud, lo Stretto di Singapore e Taiwan”.

L’aumentata dotazione commerciale rappresenterebbe però una sfida operativa rilevante per un’alleanza come quella di Gemini, che è  fortemente ancorata a un modello hub-and-spoke progettato per raggiungere l’obiettivo del 90% di affidabilità della tabella di marcia, riducendo al minimo gli scali diretti delle linee principali.

L’instradamento dei carichi e-commerce di ZIM, sensibili ai tempi di consegna, attraverso questi hub di trasbordo, rischierebbe infatti di diluire i tempi di transito rapidi apprezzati da quei clienti.

“Per integrare con successo questa nuova quota di mercato senza compromettere gli obiettivi centrali di affidabilità, Gemini dovrà probabilmente impiegare un nuovo servizio specializzato per la Costa Est, potenzialmente verso il New England, piuttosto che limitarsi ad aggiungere scali ai cicli di servizio hub-and-spoke esistenti” conclude la società di analisi britannica.