Il presidente statunitense Donald Trump ha firmato lo storico accordo destinato a porre fine alla guerra con l’Iran. La sigla sull’intesa è stata apposta ieri sera a Versailles, a margine di una cena istituzionale con il presidente francese Emmanuel Macron.
La Casa Bianca ha diffuso il video ufficiale dell’evento: le immagini mostrano il tycoon siglare digitalmente il testo e consegnarlo al Segretario di Stato Marco Rubio, presente al suo fianco.
“Il testo del memorandum d’intesa di Islamabad è stato finalizzato con le firme dei presidenti”, ha confermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghai, aggiungendo che “ora è il momento di testare l’attuazione di questo accordo”.
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha annunciato — secondo quanto riferito dall’agenzia Anadolu — che il Pakistan, supportato dal co-mediatore Qatar, ospiterà questo venerdì in Svizzera la cerimonia ufficiale di firma dell’accordo.
Il primo punto del MOU impegna formalmente gli Stati Uniti e l’Iran a interrompere in modo immediato e permanente le operazioni militari su ogni fronte, incluso il Libano. Entrambe le nazioni si impegnano a non avviare guerre o azioni militari reciproche, a rinunciare alla minaccia o all’uso della forza e a tutelare l’integrità territoriale e la sovranità dello Stato libanese. Ai sensi del punto tre, la stipula di un accordo definitivo e permanente dovrà avvenire entro un periodo massimo di 60 giorni.
Nell’accordo si stabilisce inoltre che gli Stati Uniti avvieranno la revoca del blocco navale e la rimozione di ogni ostacolo o interferenza contro la Repubblica Islamica dell’Iran, completando il processo entro 30 giorni. In questa fase, che decorre subito dopo la firma del testo, l’Iran coopererà per normalizzare il traffico marittimo riportandolo ai livelli pre-bellici. Washington si impegna poi allontanare i propri contingenti militari dalle aree prossime all’Iran entro 30 giorni dalla sottoscrizione dell’accordo finale.
In base al punto cinque, l’Iran garantirà il transito sicuro e gratuito delle imbarcazioni commerciali per 60 giorni dalla sigla del MoU, limitatamente alla rotta tra il Golfo Persico e il Mar di Oman (e viceversa). Se i transiti commerciali ripartiranno subito dopo la firma del Memorandum, Teheran avrà 30 giorni di tempo per avviare lo sminamento e rimuovere gli ulteriori impedimenti tecnici e militari.
Particolarmente controversa risulta la parte in cui si dichiara che Iran e Oman avvieranno un tavolo di confronto per ridefinire la gestione futura e i servizi marittimi nello Stretto di Hormuz.
Questo scenario solleva complessi interrogativi sulla libertà di navigazione nell’area. Sebbene fonti precedenti indicassero l’intenzione di Teheran e Mascate di introdurre dei pedaggi marittimi, il testo specifica però la conformità alle norme internazionali, richiamando l’eventuale applicazione della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS).
L’accordo impegna poi gli Stati Uniti ad abrogare le sanzioni primarie e secondarie contro l’Iran, incluse le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza ONU, i provvedimenti del Consiglio dei Governatori dell’AIEA e i decreti unilaterali statunitensi, senza tuttavia specificare una tempistica precisa. Al contrario, l’introduzione di esenzioni (waiver) da parte del Tesoro USA sulle esportazioni di greggio iraniano, derivati e servizi correlati (operazioni bancarie, assicurazioni e trasporti) sarà immediata.
Il punto nove vieta infine a entrambe le parti l’introduzione di nuove sanzioni, mentre il punto otto vincola l’Iran a non acquistare né sviluppare armi nucleari.