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La Francia alza l’asticella nella lotta alla flotta ombra

di Redazione

Un milione di euro. E’ questa la cifra record che una non identificata società registrata nelle Isole Marshall ha dovuto versare al Governo francese per ottenere il rilascio della Tagor, petroliera apolide appartenente alla flotta ombra russa.

Il pagamento segna una netta escalation nella strategia di contrasto dell’Unione Europea contro i traffici energetici clandestini di Mosca.

Il caso stabilisce un precedente finanziario e fissa un prezzo di riscatto standard per le navi fuori legge sequestrate.

La Tagor navigava da tempo nell’illegalità, sfruttando registrazioni fittizie sotto le bandiere di guinea, Madagascar e Camerun. Ma la sua corsa si è fermata il 31 maggio scorso, quando le forze navali francesi l’hanno intercettata e posta sotto sequestro in acque internazionali.

La Procura e il Tribunale Marittimo di Brest aveva trattenuto lo scafo per accertamenti, poi è arrivata la svolta, con l’armatore che si è dichiarato colpevole sia per la mancata dimostrazione della nazionalità della nave, sia per il reato di resistenza, avendo rifiutato inizialmente di obbedire agli ordini della marina francese.