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Analisi di Sea Intelligence

Shipping, effetto dazi sulla West Coast USA

di Redazione

Il secondo trimestre del 2026 ha regalato ottimi risultati ai principali porti container della costa occidentale nordamericana (NAWC). Spaventati dalla scadenza tassativa del 24 luglio – che ha fatto scattare i nuovi dazi commerciali permanenti dopo i recenti stop dei tribunali – gli spedizionieri hanno giocato d’anticipo, intasando le rotte verso l’area. La strategia ha pagato: i principali porti hanno movimentato nel periodo in esame ben 3,7 milioni di TEU in importazione, mettendo a segno un solido +7,1% su base annua.

Los Angeles e Long Beach, in particolare, hanno registrato balzi rispettivamente del 13,8% e del 12,0%. Un incremento a doppia cifra che certifica come le compagnie preferiscano dirottare i beni di consumo verso la California meridionale.

Situazione del tutto inversa per il corridoio del Pacifico Nord Occidentale, dove la ritirata dei volumi ha colpito tutti i principali scali. Se Vancouver è riuscita a limitare i danni con un -4,8%, la Northwest Seaport Alliance (Seattle e Tacoma) è scivolata a un pesante -9,2%. La maglia nera spetta però a Prince Rupert: il porto ha subìto il colpo più duro dell’intera regione, franando del -12,4.

La fotografia è stata scattata da Sea Intelligence nel suo recente report settimanale.

La società di analisi ha evidenziato come l’assalto alle banchine della costa occidentale americana si sia più che altro concentrato a maggio, creando un picco straordinario assorbito, però, quasi interamente dai giganti californiani di Los Angeles e Long Beach. Dopo un aprile decisamente sottotono, i volumi complessivi sono balzati del 12,7% e le importazioni di container pieni hanno registrato un’impennata record del 19,8% rispetto all’anno precedente.

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