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Nuovi orizzonti

Artico, la rotta che accelera

di Redazione

Al 30 settembre 2026, la navigazione commerciale lungo la Rotta Marittima Settentrionale (Northern Sea Route, NSR) ha raggiunto un livello di attività superiore a quello registrato nell’anno precedente.

A certificarlo è l’ultima analisi del Centre for High North Logistics (CHNL), la cui base informativa è costituita principalmente dai dati del sistema di identificazione automatica delle navi (Automatic Identification System, AIS), forniti da MarineTraffic. Complessivamente, nei primi nove mesi dell’anno sono stati identificati 104 transiti, contro i 103 rilevati nell’intero 2025.

La portata complessiva delle navi coinvolte, espressa in deadweight tonnage (DWT), è risultata essere pari a circa 7,8 milioni di tonnellate, mentre il volume delle merci trasportate è stato stimato in 3,7 milioni di tonnellate. Si tratta di un incremento rispettivamente del 26 e del 15% rispetto alle 6,2 mln di tonnellate di portata e ai 3,2 mln di tonnellate di merce movimentati l’anno precedente.

Nella propria analisi CHNL ha anche fornito informazioni precise sulla distribuzione dei transiti. Dei 104 complessivi, 51 si sono svolti verso est e 53 verso ovest. Il centro di analisi fa osservare come i transiti verso est effettuati da petroliere e portarinfuse risultino essere prevalentemente associati al trasporto di merci, mentre una quota considerevole dei movimenti verso ovest delle navi portarinfuse ha avuto come funzione quella di rispondere all’esigenza di trasferire le unità navali verso altre aree operative.

L’analisi per tipologie di navi commerciali restituisce un quadro molto dettagliato. Le petroliere rappresentano la principale categoria del traffico di transito in termini di merci trasportate. Il rapporto ha individuato 22 viaggi confermati verso est, associati a un carico stimato di circa 2,1 milioni di tonnellate, costituito prevalentemente da petrolio greggio. Nella direzione opposta sono stati registrati sei transiti. La loro portata complessiva era stimata in circa 0,7 milioni di tonnellate DWT.

Il CHNL precisa che i viaggi verso est risultato prevalentemente legati all’esportazione di idrocarburi verso i mercati asiatici, mentre una parte dei movimenti verso ovest risponde a esigenze di riposizionamento delle navi e di preparazione a successive operazioni di carico.

Le navi portarinfuse (bulk carrier) costituiscono un’altra componente rilevante della stagione 2026. Sono stati identificati 13 transiti verso est, con un volume di merci trasportate stimato in circa 1,1 milioni di tonnellate. Il traffico verso ovest risultava ancora più consistente dal punto di vista numerico, con 27 transiti e una portata complessiva stimata in circa 2,3 milioni di tonnellate DWT

Gli autori dello studio precisano che per questa categoria di imbarcazioni la rotta artica svolge una duplice funzione: da un lato, costituisce un corridoio per il trasporto di merci; dall’altro, permette il riposizionamento stagionale di grandi navi commerciali convenzionali tra differenti aree operative.

Oltre alle petroliere e alle portarinfuse, il traffico confermato ha interessato anche un numero consistente di navi portacontainer, navi da carico generale, metaniere e un numero limitato di imbarcazioni specializzate.

Per quanto riguarda il trasporto containerizzato, sono stati registrati 13 transiti: quattro verso est e nove verso ovest. Le navi da carico generale avevano totalizzato 12 transiti, suddivisi in cinque verso est e sette verso ovest. Tra i collegamenti diretti verso ovest figurano anche viaggi da porti asiatici verso il Mar Baltico e altre destinazioni europee.

Le informazioni sui carichi trasportati dalle portacontainer e dalle navi da carico generale sono ancora limitate. Sulla base dei dati disponibili, il CHNL stima che le due categorie abbiano movimentato complessivamente circa 0,2 milioni di tonnellate di merci lungo la rotta artica.

Nel periodo considerato sono inoltre stati rilevati cinque transiti di metaniere (LNG carriers), di cui quattro verso est e uno verso ovest. I viaggi diretti a est erano associati a un volume stimato di circa 0,3 milioni di tonnellate di gas naturale liquefatto (GNL).

La parte restante del traffico è risultata essere costituita da un numero contenuto di navi specializzate, tra cui unità per il trasporto di carichi eccezionali e pesanti, navi da ricerca e imbarcazioni ausiliarie.

Il report registra inoltre un aumento dei collegamenti diretti tra porti asiatici ed europei, nei quali la Russia non costituisce né il punto di partenza né la destinazione finale. Si tratta di una componente specifica del traffico della NSR, distinta dai viaggi legati ai porti russi e alle esportazioni di merci da questi ultimi.

Nel corso dell’intera stagione 2025 era stato individuato un solo transito completato di questo tipo, dalla Cina a Felixstowe, nel Regno Unito. Al 30 settembre 2026, invece, i viaggi internazionali Asia-Europa completati sono stati quattro. Nonostante l’incremento rispetto all’anno precedente, i collegamenti internazionali diretti tra Asia ed Europa rappresentano ancora una quota limitata del traffico complessivo.

Oltre ai 104 transiti già confermati, il CHNL ha inoltre monitorato altre 45 traversate potenziali: 25 navi si trovavano già nell’area della NSR e altre 20 hanno intrapreso viaggi che potrebbero includere il passaggio lungo la rotta artica. Qualora la maggior parte di queste traversate venisse completata, il totale stagionale potrebbe a 150 transiti, con un volume complessivo di merci potenzialmente superiore a 4,5 milioni di tonnellate.