CMA CGM archivia un secondo trimestre 2026 con il segno più, trainata dall’ottima performance del comparto marittimo, anche se il bilancio complessivo del gruppo risente del rallentamento della logistica.
Sul fronte dei volumi, il colosso armatoriale ha registrato una crescita del 6% su base annua. Un dato solido, che supera la media globale del mercato (+4,6% nei mesi di aprile e maggio secondo le rilevazioni parziali di CTS), ma che si posiziona leggermente al di sotto della performance della concorrente OOCL, balzata dell’8,8%.
Il trasporto marittimo ha generato ricavi per 10 miliardi di dollari durante il trimestre, con un aumento del 22% rispetto all’anno precedente. Il ricavo medio per TEU è salito del 15,1% (a 1.575 dollari), a fronte del +10,1% di OOCL e di una media globale stimata da CTS al +17,9%.
A livello di gruppo, tuttavia, la crescita dell’EBITDA si è fermata leggermente al di sotto della crescita media del margine EBITDA registrata nel comparto dello shipping, pari al 22,7%, in netto progresso rispetto al 19,4% dello stesso periodo dello scorso anno.
A pesare sui conti della holding sono state le difficoltà della divisione logistica, il cui margine è scivolato dal 9,9% al 7,8%. Secondo i vertici di CMA CGM, la flessione è da attribuire alla forte pressione sulle attività di spedizione merci e alla crisi che sta colpendo il settore automobilistico.
Tengono infine le altre attività del gruppo, che registrano una leggera flessione del margine (dal 23,3% al 22,8%). Un risultato che la compagnia definisce comunque di alto livello, sostenuto dalla forte resilienza e dalle performance operative dei terminal portuali.