Negli ultimi anni è cresciuto in modo evidente il volume di merci scaricate dalle portacontainer per ogni ogni singola sosta effettuata.
Lo certifica Alphaliner nel suo ultimo report. Quantunque le cifre esatte sui carichi per sosta siano riservate per ragioni commerciali, la società di analisi ha fatto una stima di massima dividendo la capacità teorica di una linea per il numero di porti in cui effettua lo scarico delle merci.
Applicando questo metodo di calcolo alla rotta westbound tra Estremo Oriente e Nord Europa e considerando Tanger Med come europeo (perché è spesso la prima tappa di scarico per chi arriva dall’Asia), Alphaliner ha analizzato le movimentazioni di ogni singolo operatore.
MSC, che impiega navi da 15.000 TEU dislocandole su sei porti europei con il servizio Swan, movimenta in media 2500 TEU per ogni scalo effettuato.
Con il suo servizio CEM, Evergreen si colloca all’estremo opposto: con le sue portacontainer da 23.490 TEU fa solo tre tappe, concentrando ben 7.830 TEU per singolo porto.
HMM, che opera nell’ambito della Premier Alliance, gestendo il servizio FE3, usa navi da 22.299 TEU su tre soli porti, movimentando in media 7400 TEU a port call.
La Gemini Cooperation ha invece fatto marcia indietro rispetto alla scelta iniziale di limitare al minimo gli scali principali. Maersk e Hapag Lloyd hanno di fatto inserito nuove tappe a Göteborg, Aarhus e Anversa all’interno dei loro collegamenti tra Estremo Oriente e Nord Europa, con una media di 4700 TEU a port call europea.