Dalla UE meno soldi ai trasporti

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Il nuovo Bilancio dell’Unione europea per il periodo finanziario 2021-2027 presenta alcune importanti novità anche per il settore dei trasporti. Il documento, pubblicato dalla Commissione nel maggio scorso, è stato nel frattempo sottoposto ad alcune analisi, in particolare da parte del Parlamento europeo (in-Depth analysis – Luglio 2018 e Initial Appraisal of a European Commission Impact Assessment 2021-2027 MFF- Novembre 2018).

Per il settore dei trasporti si delineano importanti cambiamenti, pur nel contesto della continuità del Connecting Europe Facility, già istituito con la precedente programmazione 2014-2020.

Il Bilancio risente evidentemente della prossima uscita del Regno Unito dall’Unione europea: in termini reali sul budget corrente si registra una lieve diminuzione, mentre se si compara una UE “virtuale a 27” anche per il periodo in corso 2014-2020 e la proposta di bilancio, valida per 27 Paesi, si osserva in effetti un incremento delle risorse previste: la Brexit non impatterà dunque in modo significativo sull’ammontare e sull’incidenza del bilancio UE negli anni a venire.

Il Bilancio proposto dalla Commissione aumenta poi i capitoli e riduce al contempo il numero di programmi, aumentando l’enfasi posta sui controlli alle frontiere, la sicurezza e la ricerca, e diminuendo al contempo, come già scritto in un precedente contributo, gli stanziamenti per la Coesione.

In questo contesto generale, il settore dei trasporti, che come noto è competenza comune fra Stati membri e Unione europea, vede stanziati per il CEF Transport 11,384 miliardi, con un meno 8% rispetto al bilancio virtuale UE 27 per la programmazione 2014-2020. Il CEF beneficia invece di consistenti incrementi per quanto riguarda la parte energia (+ 83%) e digitalizzazione (+166%).

Cattive notizie anche per quanto concerne la dotazione trasporti dai fondi di Coesione, sia pure non destinati all’Italia, che vedono una diminuzione da 11,4 a 10 miliardi, corrispondenti a un taglio del 13%. In questo quadro è considerevole lo stanziamento per la mobilità per la difesa, pari a 5,7 miliardi, destinata a migliorare le interconnessioni di trasporto fra i Paesi membri con finalità militari. Questi fondi nel precedente bilancio non erano stati previsti e riguardano investimenti per nodi ed infrastrutture di trasporto comunque volti a incrementarne capacità ed efficienza.

In conclusione, il mantenimento del CEF assicura una certa continuità rispetto alla programmazione in corso, modificata in misura minore rispetto ai cambiamenti proposti per l’energia e la digitalizzazione. La riduzione dei finanziamenti è destinata ad impattare comunque sull’attrattività del programma, tenendo conto che in generale il contributo europeo per il completamento di grandi progetti infrastrutturali è piuttosto ridotto.

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OBIETTIVI

Il nuovo Bilancio dell'Unione Europea per il periodo finanziario 2021-2027 assicura una certa continuità rispetto alla programmazione in corso, ma la riduzione dei finanziamenti sui trasporti è destinata ad impattare comunque sull'attrattività del programma