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Escalation in Medio Oriente

Tensioni nel Golfo: attacchi a navi e oleodotto

di Redazione

Una nuova e violenta ondata di attacchi coordinati stringe il Medio Oriente in una morsa che rischia di minacciare la sicurezza marittima globale e le principali rotte energetiche.

Domenica scorsa, tredici membri dell’equipaggio di nazionalità indiana sono stati messi in salvo a seguito di un assalto subito dalla nave mercantile MT El Gaia nelle acque dell’Oman. Le autorità di Nuova Delhi, tramite il Ministero degli Affari Esteri (MEA), hanno espresso una ferma condanna per l’accaduto e hanno confermato che sono ancora in corso le operazioni di perlustrazione in mare per localizzare un marinaio che risulta tuttora disperso.

Per gestire l’emergenza, la diplomazia indiana si è attivata immediatamente: la propria ambasciata sul posto sta lavorando in stretta sinergia con le forze di sicurezza omanite, supervisionando ogni fase dei soccorsi. Il governo indiano ha inoltre colto l’occasione per lanciare un appello internazionale, ribadendo l’urgenza di tutelare la libera e sicura navigazione all’interno di un’area marittima da tempo destabilizzata da forti tensioni geometriche.

Nella stessa giornata, un attacco missilistico ha colpito una nave portacontainer battente bandiera iraniana nelle acque comprese tra le isole di Hengam e Qeshm. Il bilancio provvisorio rilasciato dai funzionari di Teheran parla di un morto e diversi feriti.

Parallelamente, la crisi energetica nella regione si è aggravata dopo che un’incursione di droni ha danneggiato un impianto di pompaggio in Arabia Saudita, costringendo il paese a bloccare l’oleodotto Est-Ovest lungo 1.200 chilometri. Questa infrastruttura rappresenta un corridoio vitale per l’economia di Riad, poiché permette di aggirare le tensioni nello Stretto di Hormuz trasferendo circa 4 milioni di barili al giorno (il 4% del fabbisogno mondiale) verso il porto di Yanbu, sul Mar Rosso.