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Analisi di VesselsValue

Valore da record per le navi di MSC

di Redazione

Vale attualmente 49,6 miliardi di dollari la flotta di MSC. Il gruppo di Gianluigi Aponte è la compagnia di navigazione con il più alto valore assoluto di asset navali.

Lo rivela VesselsValue (VV) nella sua ultima ricerca, evidenziando un dato che non desta particolare stupore nel mondo dello shipping, dal momento che il vettore italo-svizzero è ad oggi il più grande vettore oceanico del mondo per capacità di navi container operate.

VV riporta infatti come il liner disponga di 707 unità, di cui 584 operative e 125 in ordine, la maggior parte delle quali è composta da portacontainer, con le panamax e le post panamax che rappresentano circa la metà di questo segmento.

Nell’ambito del proprio portafoglio ordini, MSC ha investito molto nella acquisizione delle Ultra Large Container Ship, che rappresentano il 59% dell’orderbook, mentre la restante parte degli ordini rientra nella categoria delle new panamax (che hanno una capacità di carico tripla rispetto alle Panamax, ovvero le navi che per dimensioni potevano transitare nel vecchio Canale di Panama prima dell’ampliamento delle chiuse).

Vessels Value fa presente come quest’anno i valori delle portacontainer siano aumentati tendenzialmente nella maggior parte dei sottosettori e delle fasce di età. Insolito che ad aumentare di valore siano state soprattutto le navi più vecchie: le sub-panamax da 2500 TEU con più di 15 anni di vita sulle spalle hanno ad esempio visto crescere il proprio valore del 19,96% dall’inizio dell’anno, passando dai 26,4 ai 31,7 mln di dollari.

Al secondo posto di questa speciale classifica di VV figura CMA CGM. Il liner francese detiene una flotta di 339 navi, quasi tutte portacontainer, il cui valore si aggira attorno ai 33,3 miliardi di dollari. Le navi attive sono 243, mentre le altre 95 sono in ordine, di cui circa il 53% nel settore delle ULCV, il 34% in quelle delle new panamax e il restante 13% nelle post panamax

Bank of Communications Financial Leasing (Bocomm Leasing) si trova nell’ultima casella del podio, con una flotta di 411 navi ed un valore di 33,3 miliardi di dollari. A differenza delle flotte delle altre altre due società armatoriali, quella di Bocomm Leasing copre tutti i settori merceologici, dalle rinfusiere alle petroliere, dalle portacontainer alle gasiere e alle Ro/RO.

Nella propria analisi, Vessels Value si sofferma poi sul livello di efficienza energetica raggiunto oggi dalle varie tipologie di navi, in base al rating annuale (Da A, la più efficiente, a E, la meno efficiente) fornito dal Carbon Intensity Indicator, l’indicatore operativo introdotto dalla Organizzazione Mondiale Internazionale (IMO) per calcolare le emissioni di CO2 prodotte da una unità navale in relazione al carico trasportato e alla distanza percorsa.

La consultancy firm rivela come la decarbonizzazione stia acquisendo un’importanza sempre maggiore per le società armatoriali. Il settore delle multi-gas ship, specializzate nel trasporto di gas vari, è quello ad oggi con il più alto livello di efficienza energetica. Il 21% delle unità presenti in questo segmento si trova infatti nella fascia A, contro il 18% delle navi cisterna, il 16% delle portacontainer, il 14% delle car carrier e il 12% delle portarinfuse.

Il segmento delle portacontainer è però quello che vanta il maggior numero di navi presenti tra la fascia A e la fascia C (il 67% della flotta). In seconda e terza posizione le navi potarinfuse (59%) e le tanker (53%).

Le navi reefer sono invece le meno efficienti: il 64% della flotta complessiva di queste unità si trova nella fascia peggiore, la E.

Con riferimento, infine, al tipo di combustibile usato, Vessels Value fa osservare come le LNG carrier, specializzate nel trasporto del Gas Naturale Liquefatto, siano ad oggi in stragrande maggioranza dual fuel, e sono quindi dotate di motori in grado di funzionare sia con combustibile liquido (come gasolio o combustibile pesante) sia con combustibile gassoso.

E’ dual fuel il 71% delle multigas ship, mentre soltanto il 23% delle car carrier è in grado di funzionare con doppio combustibile.

“I dati rivelano un settore in transizione” spiega la società di analisi, che aggiunge: “Quantunque la concentrazione del mercato rimanga elevata tra pochi operatori dominanti, la rapida adozione della tecnologia dual-fuel e il miglioramento delle classifiche di efficienza energetica dimostrano l’impegno del settore nel raggiungere gli obiettivi globali di decarbonizzazione”.

VV ne è certa: “In un contesto in cui le normative continuano ad evolversi e in cui le aspettative degli stakeholder si intensificano, la sfida futura consiste nel bilanciare l’efficienza operativa con la responsabilità ambientale”.

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