Sulla drammatica escalation nello Stretto di Hormuz interviene con fermezza Arsenio Dominguez, Segretario Generale dell’International Maritime Organization (IMO). In una nota ufficiale, il vertice dell’agenzia ONU per la sicurezza marittima ha condannato duramente i sequestri operati dai Pasdaran, definendo le azioni iraniane «temerarie e inaccettabili».
Dominguez ha espresso profonda preoccupazione per l’incolumità dei lavoratori del mare, puntando il dito anche contro le scelte delle compagnie di navigazione: «La situazione nella regione resta estremamente instabile. Non riesco a capire perché le aziende corrano simili rischi, mettendo in pericolo la vita dei marittimi».
Il Segretario ha poi condiviso la testimonianza diretta di un marinaio rimasto bloccato nel Golfo Persico, dipingendo un quadro di estrema tensione: «Mi ha descritto lo stress costante dei missili sopra la testa, il rischio dei detriti che colpiscono le navi, il razionamento dei viveri e l’impossibilità di rassicurare le famiglie».
Se il marittimo in questione è riuscito a lasciare l’area, il bilancio complessivo resta critico: secondo i dati dell’IMO, sono circa 20.000 i lavoratori del mare che da oltre sette settimane vivono in uno stato di incertezza totale, senza sapere quando potranno fare ritorno a casa.
Per Dominguez, non esistono alternative al dialogo: «C’è ancora moltissimo lavoro da fare. La de-escalation, l’avvio di azioni concrete e il pieno ripristino della libertà di navigazione rappresentano l’unica via d’uscita percorribile per evitare il collasso della sicurezza marittima internazionale».