E’ arrivata al capolinea la partita amministrativa sull’ex Parco minerali di Piombino. Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello presentato da Jsw e Piombino Logistics, confermando la decisione del Tar della Toscana che, l’11 novembre del 2024, aveva giudicato legittima la scelta dell’Autorità di sistema portuale di recuperare le aree.
Al centro della controversia ci sono circa 13 ettari strategici, situati a ridosso delle banchine. L’Authority aveva avviato nel 2023 il percorso per rientrare nella disponibilità degli spazi, con l’obiettivo di destinarli in futuro a nuove attività legate alla logistica industriale e portuale, una volta completati gli interventi di bonifica.
Jsw e Piombino Logistics avevano contestato la decisione sostenendo, tra gli altri motivi, che l’accordo di programma sottoscritto nel 2018 garantisse il mantenimento della concessione fino al 2048. Le società avevano inoltre richiamato i progetti di sviluppo dello stabilimento e le difficoltà attraversate dal settore siderurgico negli ultimi anni a causa prima della pandemia e poi del conflitto russo-ucraino.
Argomentazioni che non hanno convinto i giudici. Dopo il Tar, anche il Consiglio di Stato ha ritenuto legittime le valutazioni dell’Autorità portuale, riconoscendo all’ente la possibilità di ridefinire consistenza e durata delle concessioni sulla base dei programmi industriali e delle effettive esigenze di utilizzo delle aree.
La sentenza chiude quindi il principale fronte giudiziario sulla disponibilità dell’ex Parco minerali e rafforza la posizione dell’Authority nella strategia di recupero degli spazi portuali. Resta invece aperto un altro contenzioso, legato agli interventi di bonifica dell’area.
Per Piombino, la decisione può rappresentare un passaggio significativo anche in prospettiva futura: quegli spazi tornano infatti al centro delle strategie pubbliche per lo sviluppo della logistica e per la possibile attrazione di nuovi insediamenti industriali e portuali.