Una vasta macchia di petrolio sta raggiungendo in queste ore le spiagge degli Emirati Arabi, in particolare il tratto del litorale nei pressi di Umm Al Quwain, a circa 45 miglia a nord-est di Dubai. A darne notizia è stato il Ministero emiratino dell’Ambiente, avvertendo che le squadre di bonifica hanno già iniziato le operazioni per contenere l’emergenza.
Secondo quanto riportato da Lloyd’s List, l’inquinamento potrebbe essere riconducibile alla Gem No.2, una superpetroliera VLCC battente bandiera panamense, colpita da un drone il 9 ottobre mentre si trovava all’ancora al largo di Sharjah. L’attacco avrebbe provocato un incendio a bordo. In quell’occasione, la guardia costiera degli Emirati Arabi Uniti aveva tratto in salvo tutti i 22 membri dell’equipaggio.
Le preoccupazioni per le possibili conseguenze ambientali sono legate soprattutto al carico trasportato dalla nave: secondo i dati della società di analisi Vortexa, al momento dell’incidente la petroliera conteneva oltre due milioni di barili di greggio. Sebbene le autorità emiratine non abbiano ufficialmente attribuito alla Gem No.2 la responsabilità dello sversamento, alcune fonti citate dalla stampa specializzata indicano la nave come la probabile origine della contaminazione.
Non è la prima volta che si verifica uno sversamento di petrolio nella regione. C’è un precedente che risale all’inizio dello stesso anno, quando la Caroline Bezengi, petroliera sottoposta a sanzioni, stata colpita da quella che si riteneva fosse una mina magnetica.
In seguito all’incidente, la nave si è incagliata al largo delle isole Hallaniyat, in Oman, mentre trasportava 800.000 barili di petrolio greggio russo.