La crescita dei volumi del commercio mondiale rallenterà di 0,3 punti percentuali nel 2027, passando dal 5 al 4,7%. Nelle economie avanzate, la domanda di importazioni dovrebbe attestarsi al 5,0% nel 2026, per poi scendere al 4,2% nel 2027.
Lo certifica l’ultimo World Economico Outlook dell’International Munetary Fund, analizzato da Sea Intelligence.
Gli scambi commerciali bilaterali diretti tra Stati Uniti e Cina hanno subito una contrazione a causa della guerra commerciale. Dopo l’introduzione dei nuovi dazi nel 2025, le esportazioni cinesi dirette verso gli Stati Uniti sono diminuite del 22% nell’arco di 12 mesi. Nello stesso periodo, le esportazioni statunitensi verso la Cina hanno registrato un calo del 25%.
Il volume complessivo degli scambi, tuttavia, non è crollato, poiché la produzione è stata reindirizzata verso altri mercati. I produttori cinesi hanno destinato il 52% dei propri prodotti ad altri Paesi asiatici, mentre gli esportatori statunitensi hanno dirottato verso mercati alternativi il 17% delle loro merci.
Anziché spedire direttamente i prodotti dalla Cina agli Stati Uniti, le aziende manifatturiere inviano oggi componenti in Paesi come Vietnam, Malesia e Indonesia. Qui i prodotti vengono assemblati prima di essere spediti sul mercato statunitense. Questo sistema consente di mantenere stabili i volumi commerciali, ma rende la logistica molto più complessa per produttori e operatori del trasporto marittimo, comportando scali portuali aggiuntivi e un aumento dei costi.
Parallelamente, anche il boom dell’intelligenza artificiale (IA) sta influenzando gli scambi commerciali. Il commercio di hardware destinato all’IA ha raggiunto livelli record in rapporto al PIL mondiale. Sebbene il valore economico di questi scambi sia cresciuto notevolmente, il peso fisico delle merci movimentate è aumentato solo marginalmente.
Questo andamento indica che la crescita è trainata soprattutto dall’elevato valore dei prodotti, piuttosto che da un incremento significativo dei volumi fisici. I microprocessori, generalmente trasportati per via aerea, rappresentano solo una parte della filiera: i materiali pesanti necessari alla costruzione dei data center per l’IA vengono invece movimentati in container via mare, garantendo alle compagnie di navigazione un’importante fonte di carichi voluminosi e pesanti.