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Tensioni in Medio Oriente

Continuano gli attacchi nello Stretto di Hormuz

di Redazione

Non si ferma l’ondata di attacchi contro le navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz. L’escalation nel fine settimana è proseguita nonostante l’annuncio del presidente statunitense Donald Trump sull’avvio di nuovi colloqui con Teheran.

Il caso più grave ha coinvolto la Gaslog Shanghai, una nave metaniera (Gnl) da 155.000 metri cubi costruita nel 2013 e battente bandiera delle Bermuda. Secondo India Shipping News, l’unità è stata colpita da un proiettile sul lato sinistro della sala macchine intorno alle 03:30 locali del 1° agosto, a circa 11 miglia nautiche a nord-est di Limah (Oman), subendo un incendio a bordo.

Solo un’ora prima del raid contro la Gaslog Shanghai, la società di sicurezza marittima Vanguard ha registrato un altro attacco. Una petroliera battente bandiera liberiana, di cui non è stato reso noto il nome, ha segnalato la caduta di un proiettile in mare a soli cinque metri dallo scafo mentre navigava verso ovest. Il comandante ha riferito di aver udito una forte esplosione e di aver visto fiamme sulla superficie dell’acqua.

Oltre alle azioni di fuoco, crescono le intimidazioni via radio. Almeno due imbarcazioni in transito hanno denunciato minacce da parte di soggetti qualificatisi come forze militari iraniane. Tra queste la Egypt Prosperity, una superpetroliera da oltre 318mila tonnellate della Sinokor (bandiera liberiana), agganciata via radio VHF da presunti membri della Marina del Sepah (i Guardiani della Rivoluzione iraniana). Il comandante ha denunciato minacce di attacco durante la rotta verso est, seguite da una forte esplosione a distanza sul lato di dritta.

Negli stessi minuti, la petroliera On Pride (110.000 tpl, bandiera liberiana) ha riferito di aver udito colpi di avvertimento provenienti da nord e un’esplosione a circa 1,5 miglia nautiche dal lato sinistro. Secondo il comandante, l’attacco era diretto a un’altra imbarcazione vicina.

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