News

Analisi di Sea Intelligence

Il bluff della puntualità che inganna i mercati

di Redazione

Aumenta il numero delle navi che arrivano in anticipo nei porti di destinazione ma, attenzione: quella che sembra essere una ritrovata efficienza della logistica globale, è invece il sintomo di una crisi permanente.

E’ quanto emerge dall’ultima analisi di Sea Intelligence. La consultancy firm ha acceso i riflettori sul cosiddetto Schedule Buffering, la dilatazione artificiale dei tempi di navigazione da parte delle compagnie marittime per ammortizzare il caos delle catene di approvvigionamento.

Nella sostanza, gli armatori stanno oggi facendo un ricorso massiccio a questo escamotage per allungare artificialmente i tempi di navigazione e tutelarsi così contro i continui blocchi geopolitici e operativi.

Il risultato è che il nuovo fenomeno ha introdotto una sorta di ritardo negativo nelle statistiche, drogando i dati ufficiali: la gravità dei disservizi reali viene così ammorbidita e nascosta dietro una facciata di puntualità fittizia.

Per fotografare questo fenomeno, gli analisti hanno utilizzato lo Schedule Padding Index (SPI), l’indice che misura il “gonfiamento” degli orari. Quando lo SPI va in territorio negativo, significa che le rotte sono state artificialmente allungate, provocando a catena l’ondata di arrivi anticipati rispetto alla schedule riprogrammata.

Durante il periodo di riferimento pre-pandemia (2012-2019), lo SPI globale ha registrato una media di +0,06 giorni. In questo arco di tempo, gli arrivi anticipati rappresentavano appena l’1,9% del traffico oceanico globale (deep-sea), con una media di 219 navi al mese. Questa dinamica è cambiata radicalmente durante la ripresa post-pandemia nel 2022, quando la media annua dello SPI è crollata a -0,20 giorni e gli arrivi anticipati sono schizzati a una media di 716 navi al mese, pari al 6,9% di tutti gli arrivi globali.

Il ricorso a questi margini di flessibilità strutturali è persistito anche nel 2026, nel tentativo delle compagnie di navigazione di assorbire lo stress operativo causato dalle prolungate deviazioni dal Mar Rosso e dallo Stretto di Hormuz. All’inizio del 2026, lo SPI ha registrato una media di -0,14 giorni, mantenendo gli arrivi anticipati delle navi a livelli molto elevati, con una media di 486 navi al mese.

Torna su