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Firmato accordo per trasformare il porto di Khalifa in un hub intermodale

Intermodalità, Asse strategico tra CMA CGM e Ad Ports

di Redazione

Mentre le tensioni geopolitiche scuotono le rotte marittime del Golfo, i giganti della logistica accelerano sull’integrazione terra-mare. AD Ports Group e il Gruppo CMA CGM hanno siglato un protocollo d’intesa (MoU) per rivoluzionare la connettività intermodale degli Emirati Arabi Uniti, trasformando il CMA Terminals Khalifa Port in una porta d’accesso che va ben oltre la banchina.

Il cuore del progetto è l’integrazione del terminal container (inaugurato a dicembre 2024 e controllato al 70% da CMA CGM) con la rete ferroviaria e i retroporti di AD Ports. L’obiettivo dichiarato è “ancorare” i flussi di merci, portandoli direttamente dai moli ai grandi centri industriali e di consumo dell’entroterra.

Non si tratta solo di logistica domestica: la partnership punta a estendere i corridoi commerciali verso i confini del Sultanato dell’Oman e del Regno dell’Arabia Saudita, offrendo alle aziende opzioni di instradamento più flessibili e resilienti in un momento in cui la sicurezza delle rotte è diventata una priorità assoluta.

Secondo il Capitano Mohamed Juma Al Shamisi, CEO di AD Ports Group, l’accordo rappresenta il primo passo per consolidare la “spina dorsale logistica” del Paese sotto un’unica piattaforma integrata. L’ingresso di CMA CGM come primo partner globale in questa rete ferroviaria permetterà di ottimizzare i flussi di export e import, migliorando la competitività delle catene di approvvigionamento nazionali.

Dello stesso avviso Jesper Stenbak, Direttore Regionale di CMA CGM, che sottolinea come il collegamento diretto tra servizi marittimi e flussi terrestri sia la chiave per garantire resilienza alla supply chain e rotte più efficienti per i clienti globali.

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