© Krzysztof Golik (CC BY-SA 4.0)
News

Porti e piani regolatori

La Consulta boccia i DPSS semplificati

di Redazione

I giudici della Corte Costituzionale hanno bocciato le modifiche alla legge 84/1994 introdotte dal decreto legge 121/2021 in ordine alla semplificazione delle procedure di approvazione dei documenti di pianificazione strategica di sistema (DPSS).

Il Decreto in questione, convertito nella legge 9 novembre 2021, n. 156, aveva innovato l’art.5, comma 1-bis della legge 84/94, riducendo nella sostanza il ruolo degli enti locali e centralizzando l’approvazione del DPSS da parte del solo Ministero delle Infrastrutture.

La novella, su cui la Consulta è stata chiamata ad esprimere un giudizio di legittimità costituzionale, prevedeva che il DPSS fosse adottato dal Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale e sottoposto, mediante conferenza dei servizi, al parere di ciascun comune e regione territorialmente interessati, entrambi tenuti ad esprimersi entro quarantacinque giorni dal ricevimento dell’atto, decorsi i quali il parere si intendeva espresso in modo non ostativo. Il DPSS veniva poi approvato dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, sentita la Conferenza nazionale di coordinamento delle Autorità di sistema portuale di cui all’articolo 11 -ter della presente legge.

La Corte Costituzionale ha di fatto bocciato questa impostazione, ridando nella sostanza agli enti locali quella competenza che essi avevano nella forumla originaria della legge 84/94. Il massimo organo giudiziario ha infatti dichiarato l’illeggittimità costituzionale dell’art. 4 comma 1-septies, lettera a, disponendo che il DPSS venga «approvato, nei quarantacinque giorni successivi all’acquisizione del parere del comune, previa intesa con la regione territorialmente interessata, dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili che si esprime sentita la Conferenza nazionale di coordinamento delle Autorità di sistema portuale di cui all’articolo 11-ter della presente legge».