L’analisi dell’UNCTAD sul Port Liner Shipping Connectivity Index (PLSCI) del secondo trimestre del 2026 evidenzia un cambiamento cruciale: la ricalibrazione delle reti marittime non è più una risposta emergenziale ma una trasformazione strutturale permanente.
Le compagnie di navigazione stanno riorganizzando attivamente la connettività portuale concentrandosi su porti di snodo regionali e specifici gateway di esportazione, a scapito delle rotte storicamente concentrate sui grandi hub di trasbordo.
Lo certifica Sea Intelligence nella sua ultima analisi, indicando come questa decentralizzazione stia innescando una correzione nei principali hub di carico mondiali.
Se tra il 2024 e il 2025 gli hub dello Stretto (Singapore, Port Klang e Tanjung Pelepas) avevano assorbito volumi enormi per tamponare le crisi logistiche, oggi la crescita dei gateway secondari in India e Medio Oriente offre alle compagnie lo spazio operativo per ottimizzare le reti orientali.
Questo processo sta portando a un calo sincronizzato della connettività in tutto lo Stretto.
Singapore, dopo aver raggiunto il picco di 1.877 nel quarto trimestre del 2025, è scesa a 1.834 nel secondo trimestre del 2026. I porti malesi stanno registrando contrazioni ancora più nette, poiché i network planner stanno eliminando le linee di trasbordo ridondanti. Port Klang è passato da un picco di 1.133 nel quarto trimestre del 2025 a 1.076 nel secondo trimestre del 2026, con un calo del -5,0%.
Tanjung Pelepas è scesa del 7,1% rispetto al suo picco di 609 nel primo trimestre del 2025 fino a quota 565 nell’ultimo trimestre.
Persino i gateway cinesi in assoluto più grandi stanno attualmente perdendo connettività, con Shanghai e Ningbo che nel secondo trimestre del 2026 hanno registrato cali di connettività su base trimestrale rispettivamente del 2,0% e del 2,2%.