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Pechino taglia le tasse portuali

di Redazione

Il Governo cinese ha deciso di ridurre le tasse portuali con l’obiettivo di sostenere gli esportatori ed importatori cinesi, messi a dura prova dai costi relativamente alti del trasporto marittimo.

La nuova politica sarà effettiva a partire dal 1° aprile. Come specificato in una nota stampa, il Ministero dei Trasporti ha deciso innanzitutto di abolire le tasse sulla sicurezza per gli impianti portuali e di includerle nella tariffazione onnicomprensiva per le operazioni portuali.

Le tariffe di pilotaggio verranno invece ridotte in 18 porti costieri. Del 15% in quattro porti (Shenzhen Port, Meizhou Bay, Rizhao e Jinzhou) e del 10% in altri 14 porti, tra i quali spiccano Shanghai, Ningbo Zhoushan e Dalian.

Il Governo cinese stima che la riduzione delle tasse di pilotaggio sarà di 320 milioni di Yuan all’anno.

Nel comunicato si specifica poi che sarà ampliata la portata delle navi per le quali le navi possono decidere autonomamente se utilizzare i rimorchiatori. Dal prossimo 1° Aprile, per le navi cinesi di lunghezza pari o inferiore a 150 metri che entrano e escono dalla linea principale del fiume Yangtze, l’armatore deciderà se utilizzare i rimorchiatori in base alla situazione attuale con la premessa di garantire la sicurezza .