Nuova stretta degli Stati Uniti contro le fonti di finanziamento di Teheran. Il Tesoro americano ha imposto sanzioni a due società marittime accusate di sostenere un sistema di estorsione orchestrato dai Pasdaran per il transito delle navi nello Stretto di Hormuz.
Il provvedimento, varato dall’Office of Foreign Assets Control (Ofac), colpisce la Persian Gulf Marine Insurance Company (Pgmic) e la HormuzSafe Marine Services.
Secondo Washington, le due compagnie facevano parte di una rete criminale finalizzata a estorcere denaro ai mercantili in transito sotto la falsa copertura di normali servizi e polizze assicurative per la navigazione.
La misura arriva a sole 48 ore di distanza dal blocco economico imposto dagli USA alla stessa Autorità dello Stretto del Golfo Persico.
L’Ofac ha spiegato che il regime di Teheran imponeva contratti approvati dai Guardiani della Rivoluzione Islamica (Irgc) richiedendo pagamenti in valuta digitale, una mossa studiata appositamente per aggirare i controlli internazionali. Questo meccanismo permetteva all’Iran di stringere il controllo sulle rotte commerciali globali e di canalizzare ingenti fondi verso le operazioni militari dei Pasdaran.
Nello specifico, l’intelligence statunitense ha rilevato che la Pgmic, creata dall’organo di regolamentazione assicurativo iraniano, emetteva polizze vincolate al benestare dell’autorità dello Stretto.
La HormuzSafe, istituita direttamente dal Ministero dell’Economia di Teheran, aveva invece il compito di incassare i corrispettivi in Bitcoin per i servizi navali, offrendo così una sponda tecnologica per evadere l’embargo occidentale.