Interviste

Colloquio con François Fischer

La politica europea acceleri i veicoli a guida autonoma

di Marco Casale

La digitalizzazione? «È un fenomeno che non riguarda soltanto l’automotive ma che creerà nuove opportunità in tutto il mondo dei trasporti». Da Livorno, dove in questi giorni sono in corso le attività di test sulla guida autonoma nell’ambito del progetto europeo Autopilot, il responsabile delle iniziative sul veicolo connesso dell’European Road Transport Telematics Implementation Co-ordination Organisation (ERTICO), François Fischer, si lascia andare a una serie di riflessioni a caldo sulla mobilità del futuro.

Nuove normative in materia di emissioni, digitalizzazione, veicoli elettrici e car sharing sono solo alcuni dei fattori che cambieranno le regole del gioco nel trasporto. «L’automobile  è sempre più tecnologica, ricca di contenuti digitali che vanno dalla connettività del veicolo alla ormai non più futuristica guida autonoma» spiega Fischer. «La digitalizzazione sta trasformando non soltanto il settore dell’automotive ma il concetto stesso di mobilità, che non è più ad esclusivo appannaggio delle case automobilistiche».

«Stiamo assistendo al formarsi di inedite partnership tra pubblico e privato per realizzare una mobility ecosostenibile, sicura ed efficiente. Si sta affermando anche un processo di democratizzazione della mobilità in un modello economico e di consumo basato sull’accesso temporaneo, gratuito o a pagamento, ai mezzi di trasporto. Con l’affermarsi del fenomeno del car sharing sta venendo meno il bisogno di avere una vettura di proprietà e si fa largo una nuova filosofia basata sulla condivisione del mezzo di trasporto».

In un settore in continua evoluzione come quello trasportistico, occorre però profondere sforzi energici con politiche, azioni e incentivi concreti per coniugare competitività e sostenibilità: «L’ICT cambia il nostro modo di vivere a una velocità incredibile ma purtroppo il quadro normativo non sempre riesce ad adattarsi alle nuove tecnologie con la stessa rapidità».

Fischer ricorda che l’Unione Europea ha da tempo adottato una strategia di ampio respiro (Trasporti 2050) per un sistema di trasporti concorrenziale in grado di incrementare la mobilità e rimuovere i principali ostacoli nelle aree essenziali: «L’obiettivo dichiarato è quello di azzerare entro il 2050 il numero delle vittime di incidenti stradali. Un traguardo ambizioso, che può essere raggiunto solo sviluppando appieno un’agenda digitale europea».

Sebbene i veicoli connessi e automatizzati rappresentino soltanto una delle future trasformazioni digitali più interessanti per il settore, esistono possibilità di digitalizzazione in tutte le modalità di trasporto. Diventa quindi sempre più importante lo sviluppo dei processi di standardizzazione sulla interoperabilità dei sistemi di comunicazione dei mezzi di trasporto. Oggi i cellulari di due operatori diversi riescono a dialogare perché conoscono un linguaggio comune su cui operare: lo stesso deve essere possibile tra vetture di due case automobilistiche diverse.

«La guida autonoma e l’Internet of things hanno potenziali enormi ed è necessario che le grandi industrie e gli stakeholder ne siano pienamente consapevoli». In questo senso, Livorno segna per Fischer la frontiera della nuova digitalizzazione: «Il porto della città sta conseguendo importanti risultati sul fronte della innovazione tecnologica e si è dotato di un’ambiziosa agenda digitale per gestire le sfide imminenti e future legate alla capacità, al traffico, all’efficienza e alla sostenibilità ambientale delle attività portuali».

Il dirigente europeo sottolinea come lo scalo labronico abbia un ruolo attivo non soltanto nei progetti collegati alla implementazione della nuova mobilità (come Autopilot) ma anche in quelli relativi alla digitalizzazione delle operazioni portuali, essendo stato individuato come uno dei 5 living lab all’interno del progetto europeo COREALIS.

«Il porto toscano è in prima linea nella implementazione della technical innovation e, grazie anche al supporto del Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni (CNIT), sta facendo da apripista nello sviluppo delle nuove soluzioni di mobilità intelligente» conclude Fischer. «La collaborazione tra l’Autorità di Sistema Portuale ed ERTICO sta dando davvero ottimi frutti».

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