Interviste

Colloquio con Roberto Traversi

Cercasi gioco di squadra

di Marco Casale

«Una modifica normativa importante che eviterà il ripetersi di casi simili a quello che ha coinvolto l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Settentrionale e che ha portato al lungo braccio di ferro con il Comitato di Gestione e alla nomina di Commissario dell’ex presidente Pino Musolino».

Raggiunto da Port News, il sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Roberto Traversi, commenta così l’emendamento al Dl Semplificazioni che ha spezzato l’automatismo tra la revoca dei vertici delle AdSP e la mancata approvazione del bilancio consuntivo entro i termini previsti dalla legge.

«In sostanza – continua l’esponente del movimento Cinque Stelle – le nuove norme rafforzano la separazione fra politica e amministrazione dando, sì, maggiore autonomia al presidente ma legandola a un rigoroso controllo del raggiungimento degli obiettivi delle eventuali omissioni o delle eventuali gravi irregolarità, recependo così gli insegnamenti della Corte Costituzionale sullo spoil system».

Per il sottosegretario ai Trasporti si tratta insomma di un passo in avanti importante per ridare centralità al ruolo amministrativo delle Autorità e garantirgli libertà di azione rispetto a possibili condizionamenti politici legati troppe volte a interessi locali: «Diciamo che sulla vicenda dell’Adsp di Venezia e Chioggia qualcuno ha provato a strappare, ma il Parlamento e il Governo hanno immediatamente ristabilito una situazione di correttezza».

Il politico grillino non si sofferma però soltanto sulle questioni locali ma fa il punto della situazione sulle sfide che la portualità dovrà affrontare nel prossimo futuro. «Il Governo – dice – ha ben chiara l’importanza che il settore dei trasporti e della logistica riveste per l’economia italiana, un ruolo che si è dimostrato fondamentale anche nei mesi del lockdown per la tenuta sociale prima ancora che industriale del Paese».

Traversi ricorda che la crisi causata dalla pandemia ha colpito tutti e il sistema portuale non ha fatto eccezione. «Per questo, per rilanciarlo e confermarne l’importanza come fattore di sviluppo per l’economia di tutto il Paese, il Governo ha deciso di mettere in campo una visione di sviluppo a lungo termine basata sul miglioramento infrastrutturale, sull’innovazione tecnologica e la sostenibilità ambientale». Sotto tale punto di vista, le risorse del Recovery Fund dovranno servire a sostenere progetti che vanno esattamente in questa direzione «ma perché non si rischi di vanificare l’opportunità disperdendo quanto messo a disposizione in centinaia di progetti slegati occorrerà ragionare in un’ottica di coordinamento nazionale basata su una idea di Sistema Paese».

L’esponente di Governo sottolinea che un’attenzione particolare sarà rivolta a colmare il gap esistente fra Nord e Sud in termini di infrastrutture, logistica e servizi per le aree portuali. «Bisognerà fare di tutto per impedire che le attuali differenze di efficienza economica tra le due aree del Paese aumentino ulteriormente a causa della crisi innescata dal Covid».

A proposito di Covid, a Traversi preme rivendicare il buon lavoro svolto sin’ora dal Governo in un momento di estrema instabilità: «Abbiamo vissuto e stiamo a tutt’ora vivendo mesi che nessuno avrebbe mai potuto immaginare, contraddistinti da un evento sanitario drammatico che ha ridisegnato tutte le nostre abitudini di vita, costringendoci a fare i conti con una crisi economica senza pari dal Dopoguerra. Logico allora che la quasi totalità degli sforzi si sia concentrata per frenare il diffondersi della pandemia e mitigare gli effetti della crisi».

Sul tema dei porti le misure adottate dal Governo hanno dovuto necessariamente tener conto, nei vari interventi normativi, delle priorità di un settore per sua natura complesso: «È stato fatto molto e un segnale importante è stato già dato con il decreto “Investimenti Autorità di Sistema Portuale”, che destina 906 milioni di euro per la realizzazione di 23 interventi strutturali e immediatamente cantierabili a sostegno della funzionalità e dello sviluppo dei terminal italiani». Ovviamente, c’è ancora tanto altro da fare «ma già con l’assegnazione delle risorse del Recovery Fund potremo sostenere progetti che rendano i porti italiani più moderni, efficienti, ambientalmente sostenibili e meglio collegati alla rete viaria e ferroviaria in un’ottica di piena intermodalità».

Quest’anno termina peraltro il primo quadriennio della riforma portuale avviata nel 2016 con il dlgs n.169: «Il 2020 avrebbe potuto rappresentare l’occasione per fare una prima verifica degli effetti della riforma del settore in un arco temporale significativo. Purtroppo, la crisi da Covid ha drammaticamente falsato i risultati del periodo» afferma Traversi, sottolineando come in attesa di un ritorno alla normalità il MIT stia provvedendo a riunire velocemente tutti i soggetti interessati per definire i punti su cui intervenire in via prioritaria.

L’obiettivo è quello di «spingere al massimo l’innovazione tecnologica, la sostenibilità ambientale, il coordinamento e l’armonizzazione, a livello nazionale, dei grandi investimenti infrastrutturali e delle strategie di attuazione delle politiche riferite alle concessioni demaniali». A questo proposito, Traversi afferma che la volontà del Ministero è quella di «dare maggiore impulso al proprio ruolo di coordinamento dell’azione dei presidenti delle Autorità di Sistema attraverso la conferenza nazionale prevista dalla legge».

Per il sottosegretario ai Trasporti la visione progettuale generale sul settore dei porti deve essere ispirata esattamente a quello che è stato lo spirito fondante della riforma Delrio, ossia al concetto di Sistema:  «La nostra ambizione di fare un passo in più si basa sulla volontà di passare da quella che è la concezione attuale, limitata alla collaborazione e unione amministrativa fra porti confinanti, ad un ambito più esteso con aree geografiche in cui le Autorità di Sistema presenti collaborino tra loro per porre in essere le migliori politiche di rilancio e di successivo sviluppo del territorio e, conseguentemente, di tutto il Paese».

Infine, un ultimo cenno al tema delicato del lavoro portuale che – ammette – richiede un confronto tra le parti coinvolte e un lavoro importante di ascolto: «Purtroppo le condizioni causate dall’emergenza Covid non ci hanno ancora permesso di iniziare un lavoro che è comunque nella nostra agenda e che contiamo di intraprendere il più presto possibile».

Traversi afferma che la priorità per l’immediato è quella di definire norme che regolino in maniera chiara e univoca modalità di lavoro, standard di sicurezza e figure certe che abbiano in capo le responsabilità di vigilanza: «Di sicuro è nostra intenzione inserire un primo intervento nei decreti interministeriali attraverso i quali saranno riordinate le norme in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro dei settori marittimo, portuale e ferroviario. Quello delle operazioni portuali è un tema che pur non direttamente legato alla sicurezza sul lavoro ha comunque un grande impatto su di essa».

 

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