Il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz è drasticamente crollato nelle ultime 24 ore. Il blocco commerciale segue i pesanti attacchi aerei reciproci avvenuti tra la scorsa notte e la mattinata di oggi tra Stati Uniti e Iran.
L’escalation militare ha visto azioni offensive da entrambe le parti. Teheran ha dichiarato di aver colpito con i droni diverse basi strategiche statunitensi nel Golfo. Gli obiettivi includono un sistema missilistico Patriot in Kuwait, un sito di antenne satellitari per l’allerta precoce in Qatar e i depositi di carburante dell’esercito USA in Bahrein. Le forze americane hanno completato una serie di raid mirati a ridurre la capacità iraniana di minacciare i mercantili. Questa operazione segue l’ondata della notte precedente, durante la quale il Centcom ha colpito circa 80 obiettivi militari, tra cui oltre 60 motoscafi del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche
Secondo i dati diffusi da Al Jazeera, la sicurezza nello stretto è fortemente compromessa: nella giornata di ieri soltanto 14 navi mercantili avrebbero attraversato lo Stretto di Hormuz in entrambe le direzioni; il numero più basso dall’accordo tra Stati Uniti e Iran del 16 giugno. La media di navi in passaggio per queste tre settimane è stata di 34 navi al giorno.
La percezione del rischio è altissima e sta spingendo le compagnie di navigazione alla massima prudenza. Gli armatori disposti a rischiare il transito sono ormai pochissimi. Gli operatori del settore definiscono lo scenario attuale “estremamente confuso” e considerano le prossime 48 ore cruciali per capire se il blocco commerciale diventerà persistente.