© Arminius via Wikipedia (CC BY-SA 3.0)
News

Shipping, un green corridor tra il Brasile e il Belgio

di Redazione

Un corridoio marittimo verde tra il Porto di Açu in Brasile e il Porto di Anversa-Bruges in Belgio. E’ l’obiettivo cui lavorerà il nuovo consorzio guidato da Rocky Mountain Institute (RMI, un istituto di ricerca indipendente) e Global Maritime Forum, una piattaforma internazionale che riunisce armatori, decisori politici, ONG, esperti e istituzioni finanziarie per trovare risposte pratiche alle grandi sfide del settore.

Del consorzio fanno parte anche HIF Global, Fuella, NYK Line, Höegh Autoliners e Wallenius Wilhelmsen. Il gruppo valuterà le infrastrutture, le navi e i modelli di business per definire una tabella di marcia finalizzata al trasporto di carburanti a zero emissioni di carbonio prodotti ad Açu, come la e-ammoniaca o il e-metanolo. Il trasporto stesso sarà alimentato dagli stessi carburanti a zero o quasi zero emissioni.

L’iniziativa non parte da zero, ma consolida i risultati di uno studio di pre-fattibilità condotto nel novembre 2025 da RMI e GMF. Quel report aveva già certificato la competitività degli e-fuel di Açu, un hub strategico che beneficia delle politiche brasiliane sull’idrogeno verde, di una rete elettrica quasi interamente rinnovabile e di un basso costo del capitale.

Mentre il consorzio stringe i tempi per pubblicare l’analisi definitiva entro fine anno, il progetto riaccende i riflettori sui green shipping corridor.

Queste rotte commerciali agevolate da pubblico e privato sono il fulcro della strategia globale per portare i carburanti zero-emission al 5% del mix complessivo entro il 2030. Un traguardo ambizioso che deve però fare i conti con quello che l’ultimo Annual Progress Report definisce il “muro della fattibilità”: il pesante divario di prezzo che ancora separa i carburanti tradizionali da quelli ecologici.

Tags:
Torna su