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Il prezzo del bunker vola verso i massimi storici

di Redazione

L’escalation della crisi di Hormuz continua ad esercitare pressioni rialziste sul mercato globale del bunkeraggio, causando una forte volatilità dei prezzi lungo le principali rotte marittime.

Dai dati più recenti di Ship&Bunker emerge come il prezzo medio globale del VLSFO (Very Low Sulfur Fuel Oil) abbia raggiunto i 962 dollari a tonnellata. Prima della crisi di Hormuz il prezzo era a 576 dollari a tonnellata.

Il picco è stato registrato a marzo, quando il VLSFO ha toccato i 1068 dollari a tonnellata, seguito da un minimo di 740 dollari a tonnellata a luglio.

Il mercato dell’IFO380 – il carburante ad alto tenore di zolfo (HSFO) utilizzabile dalle navi dotate di sistemi di abbattimento scrubber – si trova ormai a ridosso dei massimi storici. Nella sessione di ieri ha toccato i 798 dollari a tonnellata, avvicinandosi sensibilmente al picco assoluto di 846 USD/tonnellata registrato a marzo.

Il differenziale di prezzo tra VLSFO e IFO380 si è ridotto a circa 164 dollari/tonnellata (rispetto a picchi passati superiori ai 200 dollari). Questo spread, pur rimanendo favorevole, riduce leggermente il margine di risparmio immediato per gli armatori che hanno investito in scrubber, a causa del rincaro record dei prodotti pesanti.

Gli esperti prevedono che se l’intensità e la frequenza degli attacchi nello Stretto rimarranno elevate, il prezzo del bunker potrebbe aumentare ancora nei prossimi mesi.

E’ ormai scontato che i vettori reagiranno con l’inevitabile introduzione di nuovi supplementi tariffari (Bunker Surcharge) già a partire dal primo trimestre del 2027.

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