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Flotte e orderbook

Container, meno flessibilità per i big carrier

di Redazione

Con i nuovi ordini annunciati da Maersk, i quattro principali operatori mondiali del trasporto container si trovano oggi con portafogli ordini particolarmente consistenti. Ma rispetto al passato è cambiato uno degli elementi di flessibilità su cui i grandi carrier potevano contare: la possibilità di modulare la capacità ricorrendo al mercato del noleggio.

In un post pubblicato su Linkedin il ceo di Vespucci Maritime, Lars Jensen, evidenzia come dal confronto con la situazione di gennaio 2020 emerga netta riduzione del peso delle navi prese a noleggio nella flotta dei principali operatori. Secondo i dati di Alphaliner, la quota di capacità in charter di MSC è passata dal 72% all’inizio del 2020 all’attuale 36%, mentre per Maersk la flessione è stata più contenuta, dal 44% al 38%.

Ancora più marcata la riduzione registrata da CMA CGM, scesa dal 63% al 34%. Anche COSCO ha ridotto il ricorso al noleggio, seppure in misura più limitata, passando dal 47% al 40%.

In altre parole, rispetto a prima della pandemia, una quota molto maggiore della capacità dei quattro principali carrier è oggi direttamente di proprietà. Questo riduce, almeno in parte, la possibilità di intervenire rapidamente sulla capacità attraverso la restituzione o la riduzione delle navi noleggiate, proprio mentre gli orderbook dei grandi operatori continuano a crescere.

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