Una riapertura completa dello Stretto di Hormuz non basterà a fermare il progressivo indebolimento del mercato del trasporto container. A lanciare l’allarme è BIMCO, attraverso il suo chief analyst, Neil Rasmussen.
“Anche se lo Stretto di Hormuz dovesse riaprire, rimarrà una significativa incertezza che continuerà a influenzare i risultati del mercato” ha dichiarato l’esperto analista, sottolineando come il comparto si trovi a fare i conti con un mix instabile di rischi geopolitici e politici. Tra questi: la tenuta dell’accordo tra Stati Uniti e Iran, i tempi effettivi di riapertura totale di Hormuz, il ritorno delle navi sulle normali rotte di Suez e l’evoluzione del mercato quando, il prossimo 24 luglio, saranno scadute le tariffe di emergenza del 10% introdotte dal governo degli Stati Uniti
Queste incertezze delineano due scenari speculari. Nel primo scenario, ipotizzando la completa riapertura dello Stretto di Hormuz nel terzo trimestre del 2026, BIMCO prevede una crescita della domanda di trasporto marittimo del 2,5-4,5% nel biennio 2026-2027. L’offerta, invece, salirà del 3-4% nel 2026, per poi accelerare al 4,5/5% nel 2027.
Il secondo scenario presuppone invece che lo Stretto rimanga chiuso: in questo caso, la domanda aumenterà del 1-3% su base annua sia nel 2026 che nel 2027, mentre la capacità della flotta crescerà del 2,5-3,5% nel 2026, fino a raggiungere il 4-5% nel 2027.
Nel breve termine, la forte spinta di altre rotte commerciali ha parzialmente ammortizzato l’impatto dei blocchi in Medio Oriente. Nei primi mesi del 2026, i volumi globali di container sono cresciuti del 5,1% su base annua, trainati dai traffici intra-asiatici e dalle rotte dall’Asia orientale e sud-orientale verso l’Europa. Al contrario, i flussi legati al Golfo Persico hanno subìto una contrazione.
“In entrambi gli scenari analizzati, ipotizziamo che la maggior parte delle navi continui a navigare passando per il Capo di Buona Speranza” precisa ancora il capo analista di BIMCO, che avverte: “Se le navi dovessero tornare alle normali rotte del Mar Rosso e del Canale di Suez, la domanda globale di trasporto potrebbe calare di circa il 10%, indebolendo significativamente l’equilibrio tra domanda e offerta”.
Dal lato dell’offerta, un portafoglio ordini consistente e un basso livello di demolizioni continuano a trainare la crescita della flotta. L’orderbook ha raggiunto i 12,9 milioni di TEU (il 38,5% della flotta attuale).
Le stime BIMCO per il periodo compreso tra la fine del 2025 e la fine del 2027 prevedono la consegna di 4,4 milioni di TEU e una crescita totale della flotta del 12,7%.
La conclusione dell’analisi non lascia spazio a dubbi: a prescindere dagli sviluppi geopolitici nel Golfo, l’offerta di stiva è destinata a correre più velocemente della domanda reale.
“In entrambi gli scenari ipotizzati – ammette Rasmussen – l’eccesso di offerta rispetto alla domanda indebolirà il mercato, a prescindere dall’evoluzione della crisi nel Golfo Medio-Orientale”.