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Voci dal porto

“Così farò correre le merci all’Interporto Vespucci”

di Redazione

Dalle grandi reti ferroviarie nazionali ai nodi strategici della logistica toscana. L’arrivo di Enrico Grigliatti nel Consiglio di Amministrazione dell’Interporto Amerigo Vespucci di Livorno segna l’inizio di una nuova visione strategica, fortemente voluta dal Presidente dell’Autorità Portuale Davide Gariglio.

Grazie a una solida esperienza maturata in colossi del settore come Trenitalia e Titagarh Firema, il nuovo vicepresidente dell’Interporto toscano porta a Livorno competenze strategiche focalizzate sul trasporto su ferro e sulla gestione finanziaria. Elementi, questi, decisivi per trasformare il retroporto in un motore economico profittevole e integrato. La sua nomina arriva in un momento cruciale, alla vigilia del completamento della risagomatura della linea ferroviaria Prato-Bologna, un’opera che permetterà finalmente anche ai semirimorchi stradali di viaggiare su treno verso i mercati del Nord-Est.

Il trasferimento dei rimorchi — uno dei traffici di punta dello scalo livornese — dal mare alla ferrovia rappresenta la vera carta vincente dell’Interporto. La struttura non solo dista pochi minuti dalle banchine, ma si trova al centro di una profonda rivoluzione infrastrutturale. Il fulcro del rilancio poggia su due opere chiave: la realizzazione dello “Scavalco”, che eliminerà le attuali e lente manovre ferroviarie alla stazione di Calambrone fluidificando il servizio, e il progetto “Raccordo”, che collegherà l’interporto alla linea Pisa-Collesalvetti-Vada bypassando il nodo ferroviario di Pisa in direzione Firenze.

Per governare una transizione così complessa servono competenze di alto livello. In questo scenario, l’ingresso di Grigliatti porta un forte valore aggiunto all’interno di un consiglio di amministrazione che già vanta figure di spicco della logistica, come il managing director Raffaello Cioni e la presidente Monica Bellandi.

Lo abbiamo incontrato per capire come la sua visione trasformerà le dinamiche logistiche della Toscana.

Dott. Grigliatti, lei ha alle spalle una carriera straordinaria in grandissimi gruppi industriali e nel mondo dei trasporti su ferro. Cosa ha spinto un manager con la sua esperienza ad accettare questa nuova sfida sul territorio livornese all’Interporto Vespucci? Qual è la sua principale motivazione personale?
Mi ha spinto l’interesse per un settore che ho seguito indirettamente quando ero in Trenitalia; il settore dei porti e retroporti rappresentano una sfida che il sistema paese deve coltivare e sviluppare al servizio dell’economia del Paese stesso e rappresenta una delle chiavi per la trasformazione del trasporto delle merci. L’invito ad accettare la carica mi è stata sottoposto dal Presidente dell’Autorità Portuale Davide Gariglio che conoscevo sin dal suo incarico nella Commissione Trasporti della Camera dei Deputati.

Nato in Piemonte e con una carriera che l’ha portata spesso in giro per l’Italia, che impatto ha avuto su di lei l’accoglienza del sistema logistico e marittimo toscano? C’è un aspetto di Livorno e del suo retroporto che l’ha colpita maggiormente in questi primi giorni dal suo insediamento?
L’accoglienza è stata ottima, conosco Livorno in considerazione dei miei trascorsi in Piaggio anche se a quei tempi il mio baricentro era più Pisa-Pontedera. Ci siamo incontrati con La presidente e l’Amministratore Delegato e con alcune funzioni dirigenziali apicali  e, con dovizia di dettagli, abbiamo esaminato il Piano Industriale vigente e le future possibili evoluzioni.

Il suo arrivo segna un cambio di passo rispetto al passato: un uomo di finanza e di ferrovia che entra in un mondo tradizionalmente dominato da professionisti dello shipping puro. Come affronta, a livello personale, il confronto con chi guarda con iniziale curiosità o scetticismo a un background differente dal solito?
Guardo alla mia missione con grande serenità portando il bagaglio delle mie esperienze manageriali e volendo imparare tutto ciò che è afferente allo specifico settore. Credo che l’esperienza nel settore ferroviario e del trasporto in genere non sia marginale nel contesto di riferimento: gli interporti si occupano di logistica nel senso ampio del termine e devono garantire, di conseguenza, la funzionale attività dell’outcoming e dell’incoming. Sempre pronto a imparare.

Nella sua lunga esperienza ha guidato team complessi e affrontato grandi riorganizzazioni aziendali. Qual è il valore umano o la regola aurea che guida da sempre il suo modo di fare management e che intende portare all’interno del CdA dell’Interporto?
La gestione delle organizzazioni complesse costituisce uno degli elementi del valore dei manager. La valorizzazione delle risorse umane è l’elemento essenziale affinché le stesse organizzazioni possano funzionare creando valore. Il loro coinvolgimento ed il loro ascolto sono tasselli fondamentali che non devono solo rimanere scritti nei manuali di management. Solo così si sbaglia meno e non si fanno danni. Non spetta ai membri del CDA occuparsi della gestione operativa dei vari settori aziendali. A questo scopo ci sono le figure del Presidente e dell’Amministratore Delegato.

Se dovesse guardare avanti al termine di questo mandato, quale impronta personale le piacerebbe lasciare all’Interporto Amerigo Vespucci?
Contribuire, con il supporto dell’Autorità Portuale, a sviluppare un modello di business che consenta all’interporto di disporre di una attività di gestione profittevole e che abbia le risorse per il suo sviluppo.

La sua nomina è avvenuta in rappresentanza dell’Autorità di Sistema Portuale presieduta da Davide Gariglio. Come si integrerà l’azione dell’Interporto Vespucci all’interno della più ampia strategia di rilancio logistico e infrastrutturale del sistema portuale toscano?
Credo che i Piani dell’Interporto non possano prescindere dai Piani di sviluppo del Porto di Livorno in quanto, come detto, strutture complementari. I’Interporto potrà proporre i necessari Piani di investimento che necessariamente devono guardare anche fuori dal suo perimetro e che dovranno coinvolgere l’intero sistema della gestione amministrativa del territorio.

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