Il Comitato Giuridico dell’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) ha approvato sabato scorso le prime linee guida internazionali per contrastare l’uso fraudolento delle bandiere. Questo pacchetto normativo colma una lacuna storica, poiché finora non esisteva un quadro globale vincolante che regolasse in modo uniforme la registrazione delle navi.
Le linee guida mirano a colpire in particolar modo il fenomeno della “flotta ombra” (shadow fleet), composta da navi che utilizzano registrazioni false o opache per eludere sanzioni internazionali, trasportare carichi illegali o evitare standard di sicurezza e ambientali.
Le nuove raccomandazioni forniscono agli Stati di bandiera strumenti pratici per verificare l’identità della nave attraverso il controllo rigoroso del numero IMO e valutare la validità sia delle coperture assicurative che delle certificazioni rilasciate dagli organismi tecnici.
Tra le altre cose, viene imposto ai registri l’obbligo di verificare le strutture proprietarie e la cronologia operativa della nave prima di procedere all’immatricolazione.
L’IMO punta inoltre a una maggiore interoperabilità tra i registri nazionali, incentivando la comunicazione tra Stati per identificare navi che cercano di cambiare bandiera frequentemente (flag-hopping), potenziando il sistema di segnalazione dei registri autorizzati, permettendo al Segretariato IMO di confermare rapidamente l’autenticità di una registrazione.
Sebbene non siano immediatamente vincolanti a livello giuridico, le nuove linee guida rappresentano lo standard tecnico di riferimento che gli Stati sono chiamati a integrare nelle proprie legislazioni nazionali per garantire la sicurezza della navigazione e la protezione dell’ambiente marino.
“Si tratta di un passo avanti positivo verso la garanzia della dovuta diligenza nei sistemi di registrazione delle navi, a beneficio della sicurezza, della protezione dell’ambiente marino e del benessere dei marittimi’ ha dichiarato il segretario generale dell’IMO, Arsenio Dominguez.